Cosa rientra nel codice EER 15.01.01, perché gli imballaggi di carta e cartone non sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono, dai negozi ai magazzini. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
imballaggi di carta e cartone
Il codice EER 15.01.01 identifica gli imballaggi in carta e cartone diventati rifiuto, cioè scatole, scatoloni, cartoni ondulati, astucci, sacchi di carta, fogli e protezioni cartacee usati per trasportare, proteggere e presentare le merci e scartati dopo l’uso. Si tratta di imballaggi puliti, non contaminati da residui pericolosi.
In pratica vi rientrano gli scatoloni delle consegne di negozi, supermercati e magazzini, gli imballaggi secondari dei prodotti, i divisori e le protezioni di cartone, i sacchi di carta di carta vuoti e i fogli di carta da imballo. È uno dei flussi più grandi dei rifiuti di imballaggio, ed è facile da avviare a riciclo se raccolto pulito e asciutto. La carta e il cartone sono tra i rifiuti da imballaggio più riciclati d’Italia, e il rifiuto raccolto pulito vale più di quello mescolato.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 15, dedicato ai rifiuti di imballaggio, e nel sottocapitolo 15.01, che distingue gli imballaggi per materiale: la carta e il cartone (15.01.01) vanno tenuti distinti dalla plastica (15.01.02), dal legno (15.01.03), dai metalli (15.01.04) e dal vetro (15.01.07). Quando l’imballaggio è contaminato da sostanze pericolose cambia codice e diventa il 15.01.10*.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, ma la carta sporca di oli, di cibo o di sostanze chimiche non è più riciclabile come tale. Per un negozio, un magazzino o un’azienda manifatturiera, un gestionale RENTRI che registri i ritiri di cartone, con peso e destinatario, se l’attività rientra tra i soggetti obbligati, aiuta a distinguere la carta pulita da quella sporca.
Ogni giorno lo sballaggio delle merci a scaffale produce scatoloni e cartoni in grandi quantità. In un negozio o in un supermercato, il cartone è il principale rifiuto in volume.
I cartoni si appiattiscono, si impilano o si compattano in una pressa e si consegnano al gestore del servizio o a un recuperatore, con la bolla di ritiro; una buona organizzazione del retrobottega riduce gli ingombri.
Con un software per RENTRI il supermercato registra i ritiri di cartone con data e peso, e annota se il gestore del servizio o un recuperatore ritira le balle.
I magazzini di spedizione producono quantità enormi di cartone: scatole in ingresso, imballi di protezione e riempitivi in carta. Il flusso è continuo e sale nei periodi di picco delle vendite.
Il cartone si raccoglie in cassoni scarrabili o si compatta in balle con una pressa, e si avvia a recupero come materia prima per cartiere; la pulizia e la separazione dalla plastica ne migliorano il valore.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al magazzino logistico di collegare il flusso di cartone ai picchi stagionali, e di tenere insieme i documenti dei ritiri delle presse e dei cassoni.
Le industrie che ricevono componenti e confezionano prodotti hanno flussi di imballaggi in cartone sia in ingresso sia in uscita. Le cartotecniche producono anche sfridi e fustelle.
Gli imballaggi si separano dagli altri rifiuti di produzione, si compattano e si consegnano a cartiere o recuperatori; il cartone sporco di oli o di collanti ha altri codici.
Un gestionale RENTRI aiuta la cartotecnica o la tipografia a registrare gli imballaggi in uscita, con il peso compattato e il recuperatore, e a tenere separato il cartone sporco di sostanze.