Cosa rientra nel codice EER 15.01.02, perché gli imballaggi di plastica non sono classificati come rifiuto pericoloso e quali attività li producono, dalla logistica al commercio. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
imballaggi di plastica
Il codice EER 15.01.02 identifica gli imballaggi in plastica diventati rifiuto, cioè i contenitori e i materiali di protezione usati per trasportare o proteggere le merci e scartati una volta svolta la loro funzione. Si tratta di imballaggi vuoti e non contaminati da residui pericolosi.
In pratica vi rientrano film e pellicole termoretraibili per la pallettizzazione, reggette, sacchi e big bag, cassette e vaschette in plastica, polistirolo da imballaggio, flaconi e taniche vuoti, nastri e pluriball. È la plastica che resta a valle del ricevimento merci in magazzini, negozi e reparti di confezionamento. Le plastiche di imballaggio comprendono polimeri diversi, dal polietilene al polipropilene, e solo la raccolta separata ne permette un riciclo di buona qualità.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 15, dedicato ai rifiuti di imballaggio, e nel sottocapitolo 15.01, che distingue gli imballaggi per materiale: la plastica (15.01.02) va tenuta distinta dalla carta e cartone (15.01.01), dal legno (15.01.03), dagli imballaggi metallici (15.01.04) e da quelli in vetro (15.01.07). Quando l’imballaggio contiene residui di sostanze pericolose o ne è contaminato cambia codice e diventa il 15.01.10*, pericoloso.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché riguarda imballaggi puliti e vuoti; resta però la necessità di separarli bene dagli imballaggi contaminati, che seguono una strada diversa. Per un magazzino, un supermercato o un’azienda manifatturiera, un gestionale RENTRI che registri i ritiri di plastica da imballaggio, con peso e destinatario, se l’attività rientra tra i soggetti obbligati, aiuta a distinguere la plastica pulita da quella contaminata.
In un magazzino che riceve e smista merce su pallet, ogni bancale in arrivo porta con sé film estensibile, reggette, angolari e protezioni varie, rimossi al momento dello stoccaggio. Il film termoretraibile, in particolare, si accumula in grandi volumi perché avvolge quasi ogni pallet.
Separare questa plastica pulita dal resto permette di pressarla in balle e avviarla a recupero come materia. Va però tenuta distinta dagli imballaggi che hanno contenuto sostanze pericolose, perché seguono un codice e una filiera diversi.
Per un polo logistico che movimenta centinaia di pallet al giorno le quantità diventano rilevanti e i ritiri frequenti. Con un software per RENTRI il polo logistico registra le balle di film estensibile e di reggette consegnate con data e peso, e annota il recuperatore o il gestore del servizio.
Nei punti vendita lo sballaggio della merce a scaffale genera ogni giorno film, cassette, vaschette in plastica e il polistirolo che protegge ortofrutta e freschissimo. È un flusso costante, concentrato nelle prime ore di rifornimento dei reparti.
La raccolta differenziata di questi imballaggi riduce il volume dell’indifferenziato, libera spazio nel retrobottega e ne favorisce il riciclo. Molte insegne compattano la plastica in loco prima del ritiro da parte della piattaforma o del recuperatore.
Quando i punti vendita sono più di uno, documentare in modo uniforme i conferimenti è utile anche per i rendiconti interni. La gestione rifiuti con RENTRI consente alla catena di supermercati di tenere un registro uniforme dei conferimenti dei diversi punti vendita, collegati alle date di ritiro.
Un’impresa che produce beni riceve componenti protetti da imballaggi in plastica e, a valle, confeziona i prodotti finiti con film e vassoi. Dal ricevimento e dalla linea di confezionamento escono così scarti di plastica non più utilizzabili, tra imballi in ingresso e sfridi del confezionamento.
Tenere distinto questo flusso dagli altri rifiuti di produzione, come i cascami di lavorazione o gli imballaggi contaminati, ne semplifica l’avvio a recupero e ne migliora la qualità per il riciclatore.
Un gestionale RENTRI aiuta l’azienda con reparto di confezionamento a distinguere nei registri gli imballaggi in plastica dai cascami di lavorazione, con peso e destinatario di ogni carico.