10.06.06* · 2026-09-28 · 19:14:10
Il codice EER 10.06.06* identifica le polveri e i residui solidi trattenuti dagli impianti di abbattimento fumi nella metallurgia termica del rame. Cosa contengono, chi li produce e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi
Il codice EER 10.06.06* identifica le polveri e i residui solidi raccolti dagli impianti di abbattimento fumi negli stabilimenti che lavorano il rame ad alta temperatura. Sta nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti dei processi termici, e nel sottogruppo 10.06, riservato alla metallurgia termica del rame: fusione primaria da concentrati, fusione secondaria di rottami e cascami, raffinazione a fuoco, colata di anodi e semilavorati.
Durante queste operazioni i forni liberano fumi carichi di particolato metallico. I sistemi di depurazione (filtri a maniche, elettrofiltri, cicloni, trattamenti a secco con iniezione di reagenti) trattengono la frazione solida, che finisce in tramogge, coclee e big bag. Il materiale contiene ossidi di rame, ma spesso anche zinco, piombo, stagno, arsenico, cadmio e composti clorurati, in proporzioni che dipendono dalla carica del forno. Le polveri della fusione di rottami sono di norma le più contaminate, perché la carica porta con sé vernici, isolanti, saldature e leghe miste.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in via assoluta: la classificazione è già fissata dal catalogo e non dipende dalle analisi. Le analisi restano necessarie per attribuire le caratteristiche di pericolo (HP) e per scegliere il destino, che può essere il recupero dei metalli oppure lo smaltimento dopo stabilizzazione.
Sul piano documentale il produttore deve tenere tracciate le quantità in deposito e le uscite verso gli impianti. Con il RENTRI registro e formulario passano in formato digitale, e un gestionale RENTRI serve a mantenere allineati i dati del 10.06.06* con i pesi reali dei big bag movimentati.
Le fonderie che rifondono rottami di rame, ottone e bronzo lavorano con forni rotativi, a riverbero o a induzione caricati con cascami di lavorazione, spezzoni di cavo, radiatori, rubinetteria fuori uso. La carica non è mai pulita del tutto: restano stagno delle saldature, zinco delle leghe, residui di oli e vernici.
In fusione lo zinco e il piombo volatilizzano e ricondensano come ossidi finissimi, che il filtro a maniche cattura insieme al particolato di rame. Lo scarico periodico delle tramogge produce polveri classificate EER 10.06.06*. Per quantità e concentrazione di metalli si tratta spesso del rifiuto pericoloso più rilevante dello stabilimento, con partite avviate al recupero dello zinco o allo smaltimento.
Gli impianti che producono anodi per l'elettroraffinazione partono da blister, rame nero o catodi fuori specifica e li trattano in forni di raffinazione a fuoco. Le fasi di ossidazione con aria e di riduzione con gas o legname sviluppano fumi ricchi di ossidi metallici e di anidride solforosa.
La linea fumi prevede raffreddamento, filtrazione a maniche e talvolta iniezione di calce o bicarbonato per abbattere la componente acida. Le polveri raccolte contengono rame, arsenico, antimonio e bismuto, impurezze tipiche della raffinazione, mescolati ai reagenti esausti. Il codice corretto è EER 10.06.06*, distinto dai residui di lavaggio a umido che finiscono in altre voci del sottogruppo. Con una gestione rifiuti con RENTRI ogni svuotamento del silo polveri va registrato con il peso reale.
Chi produce vergella, billette e placche fonde catodi in forni a tino a gas naturale, spesso integrando la carica con rame di recupero interno e con cascami selezionati. I fumi di combustione trascinano particolato di rame e tracce di metalli portati dai materiali di ritorno.
L'abbattimento avviene con cicloni e filtri a maniche posti a valle dei forni fusori e di mantenimento. Le polveri hanno un tenore di rame elevato e interessano gli impianti di recupero, ma restano classificate EER 10.06.06* in quanto residuo solido del trattamento fumi della metallurgia del rame. Il deposito temporaneo avviene in big bag chiusi e etichettati, e le uscite vengono programmate per lotti. Un software per RENTRI aiuta a collegare i lotti di produzione con i formulari emessi e a evitare scostamenti fra giacenza contabile e giacenza fisica.