10.01.26 · 2026-09-28 · 18:00:56
Il codice EER 10.01.26 copre i residui del trattamento delle acque di raffreddamento negli impianti termici. Cosa contiene, chi lo produce e come registrarlo in modo ordinato in un gestionale RENTRI.
rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento
Il codice EER 10.01.26 identifica i rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento negli impianti termici. Nella pratica si tratta di fanghi e residui che si formano quando l'acqua usata per raffreddare condensatori, scambiatori e circuiti ausiliari viene trattata prima del ricircolo o dello scarico: chiariflocculazione, filtrazione su sabbia o cartucce, addolcimento, dosaggio di antincrostanti e biocidi, spurghi delle torri evaporative con relativi depositi.
La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, e nel sottogruppo 10.01, centrali termiche e altri impianti termici, dipende dall'origine del rifiuto e non dalla sua composizione. Un fango simile prodotto in un impianto di trattamento rifiuti ricadrebbe nel capitolo 19, che il sottogruppo esclude in modo esplicito.
Il codice è classificato come non pericoloso e non porta asterisco. Nel sottogruppo non compare una voce specchio pericolosa dedicata a questi residui, quindi la caratterizzazione serve soprattutto a descrivere il rifiuto per l'impianto di destinazione, verificando che non vi siano contaminazioni da altri circuiti, per esempio oli o additivi non compatibili con il codice scelto.
Per il produttore il 10.01.26 è una delle tante voci che convivono in centrale con ceneri, scorie e fanghi di caldaia. Chi tiene il registro cronologico attraverso un gestionale RENTRI ha interesse a separare bene questi movimenti, con quantità, stato fisico e destinazioni distinte, in modo che la gestione rifiuti con RENTRI resti leggibile anche a distanza di anni.
Una centrale a ciclo combinato condensa il vapore della turbina con grandi volumi di acqua, prelevata da fiume, mare o pozzo oppure fatta circolare in torri evaporative. Prima dell'ingresso nel circuito l'acqua passa da chiariflocculazione e filtrazione; durante l'esercizio riceve antincrostanti, disperdenti e biocidi per tenere sotto controllo depositi e alghe.
Da questi passaggi escono fanghi di decantazione, materiali filtranti esausti e depositi rimossi dai bacini delle torri. Sono i rifiuti tipici del codice 10.01.26, distinti dai fanghi di pulizia caldaia e dalle ceneri. In un software per RENTRI la centrale li registra come voce a sé, con il peso rilevato in uscita e l'impianto di recupero o smaltimento indicato nel formulario.
Molti stabilimenti cartari hanno una centrale di cogenerazione interna che produce vapore ed energia elettrica. Il circuito di raffreddamento di turbine, condensatori e compressori è alimentato da acqua industriale che va trattata in continuo, spesso con torri evaporative e una sezione di addolcimento.
Le periodiche pulizie delle vasche, la sostituzione dei letti filtranti e la disidratazione dei fanghi di chiarificazione generano rifiuti che rientrano nel 10.01.26, purché provengano dal circuito della centrale e non dal trattamento degli effluenti di cartiera, che segue codici diversi. La separazione dei flussi alla fonte evita errori di attribuzione e rende la gestione rifiuti con RENTRI più semplice da verificare in caso di controllo.
Una centrale di teleriscaldamento con gruppi di cogenerazione a gas o biomassa raffredda motori, intercooler e scambiatori con circuiti d'acqua dedicati, spesso in combinazione con dissipatori e torri di raffreddamento. Il gestore tratta l'acqua di reintegro e di ricircolo per limitare corrosione e incrostazioni, dosando condizionanti e filtrando le particelle in sospensione.
Ogni intervento di manutenzione lascia residui: fanghi sul fondo dei serbatoi di accumulo, sabbie di filtrazione esauste, morchie rimosse dagli scambiatori lato acqua. Questi materiali vengono avviati a impianti autorizzati con il codice 10.01.26. Un gestionale RENTRI consente al gestore, che spesso segue più centrali sul territorio, di tenere il registro per unità locale e di ricostruire i movimenti del codice sito per sito.