10.01.07 · 2026-09-28 · 17:39:52
Il codice EER 10.01.07 copre i fanghi che si formano nei sistemi di desolforazione a umido con calce o calcare. Origine del rifiuto, differenze con i codici vicini e cosa cambia nella gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti fangosi prodotti da reazioni a base di calcio nei processi di desolforazione dei fumi
Il codice EER 10.01.07 identifica i fanghi che si formano quando l'anidride solforosa presente nei fumi di combustione viene abbattuta con reagenti a base di calcio, in genere calce o calcare, in impianti di desolforazione a umido. Il gas attraversa una torre di lavaggio dove la sospensione calcarea reagisce con lo zolfo e dà origine a solfito e solfato di calcio. Il prodotto resta in fase liquida e viene scaricato dal fondo del reattore come fango, spesso dopo un primo ispessimento.
Il codice sta nel capitolo 10 perché il rifiuto nasce da un processo termico, e nel sottogruppo 10.01 perché la sorgente è una centrale termica o un impianto termico industriale, con l'esclusione degli impianti di trattamento rifiuti che ricadono nel capitolo 19. Va distinto dal 10.01.05, che copre i residui solidi dello stesso tipo di reazione, e dal 10.01.18*, riservato ai rifiuti di depurazione fumi contenenti sostanze pericolose.
Il 10.01.07 è classificato non pericoloso, quindi senza asterisco. La classificazione non è però automatica: il produttore verifica con analisi periodiche che il fango non abbia accumulato metalli o altre sostanze trascinate dai fumi in concentrazioni tali da spostarlo sulla voce specchio. Nella gestione rifiuti con RENTRI il codice va riportato nel registro e nei documenti di trasporto esattamente in questa forma, con la descrizione ufficiale e senza adattamenti.
Le centrali a carbone sono la fonte principale del codice 10.01.07. Il carbone contiene zolfo in percentuali variabili e la combustione lo trasforma in anidride solforosa, che per legge va abbattuta prima del camino. La soluzione più diffusa è lo scrubber a umido: i fumi entrano in una torre dove vengono irrorati con una sospensione di calcare macinato, lo zolfo si lega al calcio e precipita come fango ricco di gesso.
Il fango viene raccolto in serbatoi e ispessito. Se non ha le caratteristiche per essere ceduto come sottoprodotto, esce dall'impianto con il codice 10.01.07. I volumi sono grandi e continui, quindi un gestionale RENTRI che colleghi pesate e registrazioni riduce gli errori di trascrizione.
Molte cartiere di grandi dimensioni producono in autonomia vapore ed energia elettrica con una centrale interna. Quando la caldaia è alimentata a carbone, a olio combustibile pesante o a miscele con contenuto di zolfo significativo, l'impianto è dotato di una sezione di desolforazione. Nelle configurazioni a umido con latte di calce il residuo si presenta come fango denso e viene classificato con il codice 10.01.07.
Il rifiuto non va confuso con i fanghi di cartiera veri e propri, che appartengono al capitolo 03. Chi tiene il registro deve separare i due flussi già in fase di deposito. Un software per RENTRI con anagrafiche di rifiuto distinte per area di produzione aiuta a evitare che il fango della centrale finisca sotto un codice sbagliato.
Le raffinerie bruciano nei propri forni e nelle caldaie di servizio frazioni pesanti, olio combustibile e talvolta coke di petrolio, tutti combustibili con zolfo elevato. Per rispettare i limiti alle emissioni, le unità di generazione vapore sono spesso collegate a sistemi di lavaggio fumi con reagenti a base di calcio. Il fango di solfito e solfato di calcio che si accumula nel fondo delle torri rientra nel codice 10.01.07, purché derivi dalla sezione termica e non da impianti di trattamento rifiuti.
In un sito così complesso la stessa raffineria produce decine di codici diversi. Il fango di desolforazione va caratterizzato con analisi periodiche, perché la presenza di metalli pesanti trascinati dai fumi può spostare la classificazione. La tracciabilità dei lotti nel gestionale RENTRI permette di associare ogni movimentazione al relativo rapporto di prova.