10.01.13* · 2026-09-28 · 17:42:23
Il codice EER 10.01.13* classifica le ceneri leggere raccolte dai fumi di caldaie e generatori alimentati con idrocarburi emulsionati. Origine del rifiuto, motivi della pericolosità, attività che lo producono e note pratiche per chi lo registra con un gestionale RENTRI.
ceneri leggere prodotte da idrocarburi emulsionati usati come combustibile
Il codice 10.01.13* identifica le ceneri leggere, cioè le particelle fini trascinate dai fumi di combustione e catturate dai sistemi di abbattimento (filtri a maniche, elettrofiltri, cicloni), quando il combustibile bruciato è un idrocarburo emulsionato. Si tratta in genere di emulsioni di acqua e olio combustibile pesante, preparate in impianto o acquistate già miscelate, usate per migliorare la combustione degli oli densi e ridurre gli incombusti.
La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, e nel sottogruppo 10.01, centrali termiche e altri impianti termici, dipende dall'origine: il rifiuto nasce dalla combustione in caldaie e generatori di calore, non da un impianto di trattamento rifiuti, che ricadrebbe nel capitolo 19. Il sottogruppo distingue le ceneri in base al combustibile impiegato e la voce 10.01.13* è riservata proprio agli idrocarburi emulsionati, separata dalle ceneri di carbone, torba o olio combustibile non emulsionato.
L'asterisco indica una voce pericolosa assoluta, senza specchio non pericoloso. Le ceneri di questo tipo concentrano metalli tipici degli oli pesanti, in particolare vanadio e nichel, oltre a idrocarburi policiclici aromatici e residui carboniosi. Il produttore non deve quindi verificare se il rifiuto sia pericoloso: lo è per definizione, con quello che ne consegue per deposito in contenitori chiusi, etichettatura e affidamento a impianti autorizzati.
Chi cura la tracciabilità con un gestionale RENTRI trova il codice già con l'asterisco nell'elenco e deve indicare con coerenza caratteristiche di pericolo e stato fisico, che per le ceneri leggere è polverulento.
Le centrali termoelettriche che bruciano olio combustibile denso ricorrono spesso all'emulsione con acqua per ottenere una nebulizzazione più fine e una fiamma più stabile. La caldaia produce vapore per la turbina e i fumi attraversano elettrofiltri o filtri a maniche prima del camino.
Le polveri trattenute dai filtri sono le ceneri leggere del codice 10.01.13*. Vengono scaricate dalle tramogge in silos o big bag chiusi, perché sono fini e ricche di vanadio e nichel. I quantitativi sono rilevanti e continui, per cui la centrale tiene una registrazione puntuale, spesso con un software per RENTRI collegato alle pesate in uscita.
Cartiere, zuccherifici e industrie chimiche con forte fabbisogno di vapore e corrente possono disporre di una centrale di cogenerazione interna. Dove il generatore è alimentato con emulsioni di idrocarburi, i sistemi di depolverazione dei fumi raccolgono ceneri leggere classificate 10.01.13*.
In questo caso il rifiuto è un sottoprodotto indiretto della produzione principale e si affianca ad altri codici dello stabilimento. La difficoltà tipica è tenere separate le ceneri dalle polveri di processo e non confonderle con le ceneri pesanti del fondo caldaia, che hanno un codice diverso. Un gestionale RENTRI ben impostato aiuta a mantenere distinte le voci.
Reti di teleriscaldamento, ospedali e grandi complessi con caldaie a olio pesante possono impiegare emulsioni per contenere le emissioni di particolato e migliorare il rendimento. Le caldaie sono di taglia inferiore rispetto a una centrale elettrica, ma se dotate di filtri sui fumi generano comunque ceneri leggere da smaltire.
Il rifiuto si accumula in piccoli quantitativi, raccolto nei sacchi dei filtri o nelle tramogge durante la manutenzione stagionale. Il gestore dell'impianto lo classifica 10.01.13*, lo tiene in contenitori chiusi al riparo dall'umidità e lo conferisce come pericoloso, annotando ogni movimento nella gestione rifiuti con RENTRI.