10.01.09* · 2026-09-28 · 17:41:07
Il codice EER 10.01.09* identifica l'acido solforico prodotto da centrali termiche e altri impianti termici. Vediamo cosa comprende, perché è pericoloso, quali attività lo generano e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.
acido solforico
L'acido solforico classificato con il codice EER 10.01.09* è un rifiuto liquido a reazione fortemente acida che nasce nell'esercizio di centrali termiche e di altri impianti termici. Non è un prodotto chimico qualunque finito in un fusto, ma un flusso legato al ciclo dell'impianto: soluzioni esauste o contaminate impiegate per la rigenerazione delle resine a scambio ionico che demineralizzano l'acqua di alimento delle caldaie, reflui acidi da condizionamento del circuito, residui dei lavaggi chimici dei generatori di vapore, condense acide raccolte lungo la linea fumi.
Il codice sta nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti dei processi termici, e nel sottogruppo 10.01, che raccoglie i rifiuti prodotti da centrali termiche e altri impianti termici, con l'esclusione degli impianti di trattamento rifiuti del capitolo 19. La collocazione dipende quindi dall'origine, cioè dall'impianto che genera il rifiuto, e non dalla natura chimica della sostanza. Lo stesso acido usato in un processo galvanico ricadrebbe altrove.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. L'acido solforico è corrosivo per i metalli e per i tessuti e in concentrazioni elevate reagisce con violenza con acqua e sostanze basiche. Questo comporta contenitori compatibili, aree di deposito separate dai rifiuti alcalini, etichettatura corretta e coerenza nella documentazione di tracciabilità, dove la caratteristica di pericolo va riportata allo stesso modo in ogni registrazione. Un software per RENTRI aiuta proprio a mantenere questa coerenza tra registro, formulari e giacenze.
Una centrale termoelettrica a ciclo vapore consuma grandi volumi di acqua demineralizzata. La demineralizzazione avviene con letti di resine cationiche che, una volta sature, vengono rigenerate con acido solforico diluito. L'eluato acido e le soluzioni di rigenerazione esauste, se non neutralizzate in impianto, costituiscono il rifiuto 10.01.09*.
A questo si aggiungono gli scarichi acidi del condizionamento chimico del ciclo e i residui dei dosaggi di acido per il controllo del pH nelle torri di raffreddamento. Sono flussi ricorrenti, con quantità note e cadenza legata ai cicli di rigenerazione, quindi facili da pianificare in un gestionale RENTRI che tenga il registro cronologico aggiornato per ogni movimentazione.
Cartiere, impianti chimici, zuccherifici e grandi stabilimenti alimentari dispongono spesso di una centrale termica interna che produce vapore ed energia elettrica per il processo. Anche qui la caldaia richiede acqua trattata e le linee di demineralizzazione producono reflui acidi da rigenerazione delle resine.
In stabilimenti di questo tipo il rifiuto viene generato in un reparto, la centrale termica, mentre la gestione rifiuti è affidata all'ufficio ambiente, che deve distinguerlo dagli altri acidi eventualmente prodotti nei reparti produttivi. La classificazione corretta come 10.01.09* dipende dall'origine termica del flusso. Una gestione rifiuti con RENTRI ben impostata consente di associare il codice al punto di produzione e di evitare confusioni con codici di altri capitoli.
Le imprese specializzate nella manutenzione di generatori di vapore intervengono nelle centrali termiche per i lavaggi chimici delle superfici interne, necessari a rimuovere incrostazioni e depositi calcarei. Quando il lavaggio viene eseguito con soluzioni a base di acido solforico, le soluzioni esauste e i risciacqui acidi raccolti a fine intervento rientrano nel codice 10.01.09*.
Il rifiuto viene prodotto presso l'impianto del committente, per cui vanno definiti in anticipo ruoli e responsabilità nella compilazione dei documenti di tracciabilità. Le quantità sono variabili e concentrate nei periodi di fermata programmata. Un software per RENTRI con anagrafiche di cantiere separate aiuta a ricostruire per ogni intervento chi ha prodotto il rifiuto, quanto e quando è stato avviato a smaltimento.