10.01.20* · 2026-09-28 · 17:52:42
Cosa identifica il codice EER 10.01.20*, perche rientra tra i rifiuti da centrali termiche e quali attivita lo producono. Con note sulla tracciabilita e sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose
Il codice 10.01.20* identifica i fanghi che si formano quando una centrale termica o un altro impianto termico depura le proprie acque di processo direttamente in sito, prima dello scarico o del riutilizzo. Gli effluenti derivano dal ciclo dell'impianto: spurghi di caldaia, acque di lavaggio delle sezioni di combustione, reflui dei sistemi di trattamento fumi, acque di rigenerazione delle linee di demineralizzazione. Nel chiariflocculatore o nella filtropressa questi flussi lasciano un residuo semisolido che concentra quanto l'acqua trasportava.
Il codice appartiene al capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, e al sottogruppo 10 01, riservato a centrali termiche e altri impianti termici, escluso il capitolo 19 che riguarda gli impianti di trattamento rifiuti e acque reflue. La collocazione dice una cosa precisa: il fango nasce dentro il perimetro produttivo dell'impianto termico, non in un depuratore esterno o consortile.
L'asterisco segna la pericolosita. La voce e speculare a 10.01.21, che copre gli stessi fanghi senza sostanze pericolose. La scelta tra le due dipende dalla caratterizzazione analitica del fango reale: metalli pesanti da combustibile e additivi, residui di reagenti, idrocarburi. Con esito positivo il rifiuto segue il regime dei pericolosi, con ricadute su deposito, trasporto e tracciabilita, oggi gestita tramite RENTRI per i soggetti obbligati.
Una centrale a carbone, a gas o a olio combustibile gestisce grandi volumi d'acqua: alimento caldaia, raffreddamento, lavaggio fumi. Le acque acide e alcaline della rigenerazione dei letti a scambio ionico, gli spurghi di caldaia e i reflui della desolforazione a umido confluiscono nell'impianto di trattamento interno.
Qui, per neutralizzazione e precipitazione, si separa un fango che trattiene i metalli portati dal combustibile e dalle ceneri, come mercurio, arsenico, cadmio o nichel, insieme a solfati e cloruri. Quando la caratterizzazione rileva concentrazioni oltre soglia, il fango disidratato esce come 10.01.20*. La registrazione dei movimenti passa da un gestionale RENTRI collegato al registro cronologico di carico e scarico.
Molti stabilimenti, cartiere, industrie chimiche o alimentari, hanno una centrale termica interna che produce vapore ed energia elettrica in assetto cogenerativo. Le caldaie richiedono acqua demineralizzata e cicli di spurgo, e nel tempo generano acque di lavaggio con residui di condizionanti chimici, antincrostanti, sequestranti dell'ossigeno e prodotti per la pulizia dei fasci tubieri.
Se lo stabilimento tratta questi reflui in un impianto dedicato alla sezione termica, il fango che ne deriva rientra nel sottogruppo 10 01. Ammine filmanti, idrazina, metalli da corrosione e residui di combustibile possono renderlo pericoloso e quindi attribuibile al 10.01.20*. Un software per RENTRI aiuta a tenere distinti questi fanghi da quelli del depuratore generale di stabilimento, che seguono altri codici.
Le centrali a biomassa legnosa e gli impianti di teleriscaldamento con caldaie di media taglia trattano in loco le acque di lavaggio dei sistemi di abbattimento fumi a umido, gli spurghi e i reflui della pulizia periodica degli scambiatori. Quando il combustibile include legno trattato, scarti di lavorazione o biomasse contaminate, i lavaggi trascinano metalli, cloruri e composti organici.
Il fango dell'impianto di trattamento interno concentra queste sostanze. Le analisi periodiche stabiliscono se il residuo va classificato come 10.01.20* oppure come 10.01.21 non pericoloso. Per l'operatore la distinzione pesa sulla frequenza dei conferimenti, sul deposito temporaneo e sulla compilazione dei formulari, oggi digitalizzati nella gestione rifiuti con RENTRI.