Cosa rientra nel codice EER 08.03.13, quando gli scarti di inchiostro non sono pericolosi e quali attività li producono, dalla stampa all’acqua alle tipografie digitali. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 12
Il codice EER 08.03.13 identifica gli scarti di inchiostro diversi da quelli della voce 08.03.12*, cioè privi di solventi o di altre sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono rimanenze di inchiostri a base acquosa o di altre composizioni non classificate, che non vengono più utilizzate.
In pratica vi rientrano gli inchiostri all’acqua scaduti o avanzati, le rimanenze di inchiostri per stampa digitale non classificati, i fondi di barattolo, i campioni di colore e i residui degli inchiostratori. Sono materiali meno critici, ma comunque da non scaricare nei lavandini. Un inchiostro all’acqua senza solventi può contenere comunque biocidi e conservanti, e la scheda di sicurezza elenca quelli in concentrazione rilevante.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 08.03. È la gemella non pericolosa della 08.03.12* e la scelta tra le due voci dipende dalla scheda di sicurezza dell’inchiostro e, se serve, da analisi che dimostrino l’assenza di sostanze pericolose sopra soglia.
Il codice non porta asterisco, ma resta importante verificare la scheda di sicurezza di ogni prodotto, perché anche molti inchiostri all’acqua contengono conservanti o additivi classificati. Per un centro stampa digitale o un produttore di inchiostri all’acqua, un gestionale RENTRI che registri gli scarti, con volume e destinatario, aiuta a sostenere con la documentazione la scelta del codice non pericoloso.
I centri stampa che usano inchiostri all’acqua o liquidi per stampanti di grande formato accumulano cartucce, taniche e rimanenze scadute. Quando la scheda di sicurezza esclude pericoli, il materiale rientra nella voce non pericolosa.
I residui si raccolgono in contenitori chiusi e si conferiscono a ditte autorizzate; i flaconi vuoti e puliti seguono i circuiti degli imballaggi.
Con un software per RENTRI il centro stampa registra le cartucce e le taniche di inchiostro all’acqua scadute, con data e volume, e annota i flaconi avviati al circuito degli imballaggi.
Le stamperie che passano a inchiostri all’acqua hanno rimanenze di colore da gestire a fine commessa. Gli scarti che non possono essere riutilizzati sono rifiuti non pericolosi, se le schede lo confermano.
Le rimanenze vengono riunite in contenitori dedicati, evitando miscele con inchiostri a solvente, e inviate a recupero o smaltimento presso impianti autorizzati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla stamperia flessografica di collegare le rimanenze di colore a fine commessa, e di tenerle distinte dagli inchiostri a solvente nei registri.
I produttori di inchiostri all’acqua generano lotti fuori specifica e fondi di serbatoio che non sono più commercializzabili. Il materiale è un rifiuto non pericoloso se i componenti non sono classificati.
I lotti scartati sono caratterizzati e destinati a recupero o smaltimento presso impianti autorizzati; la riformulazione di parte dei lotti riduce lo scarto. Un inventario delle rimanenze a fine commessa aiuta a ridurre gli sprechi e a pianificare i ritiri.
Un gestionale RENTRI aiuta il produttore di inchiostri all’acqua a registrare i lotti scartati e i fondi di serbatoio, con il lotto di produzione e il destino scelto dopo la caratterizzazione.