Cosa rientra nel codice EER 03.03.11, perché i fanghi del trattamento in loco degli effluenti delle cartiere, diversi dagli scarti di fibre, non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 03 03 10
Il codice EER 03.03.11 identifica i fanghi che si producono quando una cartiera depura in loco le proprie acque reflue, diversi dagli scarti di fibre del 03.03.10. Sono fanghi biologici del trattamento depurativo degli effluenti, non quelli recuperati direttamente dalle acque di processo.
In pratica vi rientrano i fanghi biologici del depuratore della cartiera, i fanghi di chiarificazione e sedimentazione del trattamento degli effluenti, la biomassa di scarto e i fanghi misti biologici e di processo, disidratati. È materiale della depurazione delle acque reflue dell’impianto. Il refluo di cartiera trascina fibre, cariche minerali e additivi, e il suo depuratore produce un fango dal contenuto di fibra più elevato rispetto ad altri settori.
Si distingue espressamente dagli scarti di fibre e dai fanghi di fibre della separazione meccanica (03.03.10): qui l’origine è il trattamento depurativo degli effluenti.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché il refluo di cartiera è di natura prevalentemente organica e fibrosa; la classificazione non esime dalla caratterizzazione quando serve, per decidere l’avvio a recupero agronomico, in laterizi o a smaltimento. Per una cartiera con depuratore o per un impianto di recupero, un gestionale RENTRI che registri i fanghi biologici in uscita, con peso e destinatario, aiuta a collegarli al carico dei reflui trattati.
Una cartiera che depura in loco le acque reflue con un impianto biologico produce fanghi di depurazione, distinti dagli scarti di fibre recuperati nel processo. Il depuratore separa la biomassa e i fanghi che vanno estratti e gestiti come rifiuto.
Il fango va disidratato e stoccato idoneamente, con avvio a recupero o smaltimento; i volumi dipendono dal carico dei reflui e dalla produzione. La distinzione dagli scarti di fibre del 03.03.10 è importante per la classificazione.
Con un software per RENTRI la cartiera registra le uscite di fango biologico per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota inviata a recupero agronomico dopo le analisi.
Un impianto di depurazione dedicato ai reflui di una cartiera genera fanghi biologici e di chiarificazione dal trattamento delle acque. Questi fanghi rientrano in questo codice, distinti dai fanghi di fibre di processo.
La gestione prevede la disidratazione dei fanghi e il conferimento regolare a impianti di recupero o smaltimento. La caratterizzazione orienta la destinazione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di depurazione a servizio di una cartiera di collegare i fanghi alle linee di provenienza, e di mostrare come variano con la produzione.
Un impianto che recupera i fanghi di depurazione delle cartiere li avvia al compostaggio, al recupero agronomico o all’industria dei laterizi, data la natura organica e fibrosa. Il fango di depurazione cartario è una delle materie prime di questo recupero.
La verifica della provenienza e della natura del materiale in ingresso è essenziale per il corretto trattamento e la destinazione.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di recupero dei fanghi cartari a registrare ogni carico con il produttore e la verifica d’ingresso, e a collegare il prodotto ottenuto alla partita ricevuta.