Cosa rientra nel codice EER 01.04.09, perché gli scarti di sabbia e argilla del trattamento di minerali non metalliferi non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle cave di sabbia agli impianti di lavaggio inerti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di sabbia e argilla
Il codice EER 01.04.09 identifica gli scarti di sabbia e argilla che si producono nel trattamento dei minerali non metalliferi, cioè le frazioni di questi materiali non valorizzabili o separate durante le lavorazioni di cava e negli impianti di trattamento degli inerti.
In pratica vi rientrano le sabbie fuori specifica, le frazioni argillose separate nel lavaggio degli inerti, i limi e i residui fini privi di contaminazioni. È materiale inerte, spesso fine e con contenuto d’acqua, prodotto nelle lavorazioni di sabbia e argilla. La sabbia fuori specifica non è inquinata, ma ha una granulometria che il cliente non accetta, e per questo si vende a un prezzo basso o si accumula.
Va tenuta distinta dai rifiuti contenenti sostanze pericolose (01.04.07*), dagli scarti di ghiaia e pietrisco (01.04.08) e dagli sterili del lavaggio dei minerali (01.04.12).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di inerte; resta la verifica dell’assenza di contaminazioni. Avviato a recupero, questo materiale trova impieghi in riempimenti e ripristini. Per una cava o un impianto di lavaggio, un software per RENTRI che registri la quota di sabbia e di limo che esce dal sito come rifiuto, con peso e destinatario, aiuta a separarla dalla parte riutilizzata in loco.
Una cava di sabbia produce, accanto al materiale vendibile, frazioni fuori specifica e residui argillosi separati durante la lavorazione. Questi scarti inerti rientrano tra i rifiuti non pericolosi del trattamento di minerali non metalliferi.
La gestione prevede spesso il riutilizzo per ripristini della cava, con la quota conferita da classificare e tracciare.
Con un gestionale RENTRI la cava di sabbia registra solo le quote conferite fuori sito come rifiuto, con peso e destinatario, lasciando fuori ciò che serve ai ripristini ambientali.
Un impianto che lava gli inerti separa le frazioni fini argillose dalla sabbia e dalla ghiaia, producendo limi e residui argillosi. Quando non contaminati, questi residui rientrano nel codice.
Il materiale fine, spesso con contenuto d’acqua, va disidratato e stoccato in modo idoneo prima del conferimento o del riutilizzo. Le analisi confermano la classificazione come non pericoloso.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di lavaggio inerti di collegare i limi disidratati ai metri cubi di materiale lavato, e di vedere come variano con le stagioni.
Un impianto di recupero tratta sabbie e limi di scarto per ottenere materiali riutilizzabili in riempimenti, rilevati e ripristini ambientali. Lo scarto inerte è la materia prima di questo recupero.
La qualità e l’assenza di contaminazioni del materiale in ingresso sono essenziali: l’impianto verifica provenienza e composizione per accettare il carico come non pericoloso.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero di sabbie e limi a registrare ogni partita con il produttore e l’analisi, e a collegare il materiale ottenuto ai cantieri che lo impiegano.