01.04.07* · 2026-09-28 · 11:43:03
Il codice EER 01.04.07* classifica i residui pericolosi dei trattamenti chimici e fisici su minerali non metalliferi. Cosa comprende, chi lo produce e come organizzare la gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi
Il codice EER 01.04.07* individua i rifiuti che nascono quando un minerale non metallifero viene sottoposto a un trattamento chimico o fisico e il residuo contiene sostanze pericolose. Rientrano in questa voce fanghi, polveri, code di flottazione, scarti di lisciviazione e altri materiali che si formano a valle della lavorazione, purché la pericolosità sia effettiva e documentata.
La collocazione nel capitolo 01 dipende dall'origine: si tratta di rifiuti legati all'estrazione e al trattamento di minerali, non a processi manifatturieri successivi. Il sottogruppo 01.04 raccoglie i residui dei trattamenti su minerali non metalliferi, cioè materiali come quarzo, feldspato, fluorite, barite, caolino, talco, sali e rocce industriali, in contrapposizione al sottogruppo 01.03 dedicato ai minerali metalliferi.
L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso. La voce funziona come specchio rispetto alle voci non pericolose dello stesso sottogruppo, quindi l'attribuzione del codice richiede una caratterizzazione del rifiuto: analisi di laboratorio, conoscenza dei reagenti impiegati nel processo e verifica delle caratteristiche di pericolo. Se il residuo non contiene sostanze pericolose, si usa la voce non pericolosa corrispondente.
Sul piano operativo la pericolosità incide su deposito, trasporto, destinazione e tracciabilità. Chi produce questo rifiuto e lavora con RENTRI ha interesse a usare un gestionale RENTRI che mantenga coerenti registro, formulari e anagrafiche, riducendo gli errori di codifica tra voce pericolosa e non pericolosa.
Gli impianti che arricchiscono fluorite, barite, feldspato o quarzo lavorano il minerale frantumato in celle di flottazione, dove reagenti come collettori, schiumogeni, depressanti e regolatori di pH separano il minerale utile dalla ganga. A fine ciclo restano fanghi e code di flottazione che trattengono parte dei reagenti, oltre a solfuri o metalli presenti nella roccia madre.
Quando le analisi mostrano concentrazioni tali da rendere il rifiuto pericoloso, il residuo va classificato con il codice EER 01.04.07*. Il gestore dell'impianto registra i quantitativi prodotti e avviati a smaltimento, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati pesate, formulari e movimenti di registro.
La raffinazione del caolino e delle argille per ceramica, carta e vernici prevede lavaggio, classificazione, separazione magnetica e spesso una fase chimica di sbianca con acidi, riducenti o ossidanti per eliminare ossidi di ferro e titanio. Le acque di processo e i fanghi di decantazione possono contenere residui dei reagenti, metalli disciolti e pH lontani dalla neutralità.
Se la caratterizzazione conferma la presenza di sostanze pericolose, il fango o il residuo filtrato ricade nel codice EER 01.04.07*. Lo stabilimento deve distinguere questi flussi da quelli non pericolosi generati dalla sola fase fisica, e la gestione rifiuti con RENTRI beneficia di anagrafiche separate per ciascun codice.
I laboratori che eseguono prove di arricchimento, analisi chimiche e test di lisciviazione su campioni di minerali non metalliferi riproducono in piccola scala i trattamenti industriali. Attacchi acidi, digestioni, prove di flottazione in cella da banco e test di cessione lasciano residui solidi e fanghi che contengono reagenti e frazioni concentrate del campione.
I quantitativi sono modesti ma i residui sono spesso pericolosi per la natura dei reattivi usati, e possono rientrare nel codice EER 01.04.07* quando il rifiuto deriva dal trattamento del minerale e non dal solo reagente esausto. Anche per un laboratorio, un software per RENTRI semplifica la gestione di molti codici con piccoli volumi.