Cosa rientra nel codice EER 01.04.07*, perché i rifiuti contenenti sostanze pericolose prodotti dai trattamenti di minerali non metalliferi sono un rifiuto pericoloso e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi
Il codice EER 01.04.07* identifica i rifiuti del trattamento chimico e fisico dei minerali non metalliferi, come calcare, argilla, sabbia e salgemma, quando contengono sostanze pericolose. È la contaminazione, e non la natura lapidea, a determinarne la classificazione.
In pratica vi rientrano gli sterili e i residui di lavorazione di minerali non metalliferi contaminati da sostanze pericolose, i fanghi di processo contaminati e i materiali che, per la presenza di reagenti o sostanze nocive, non possono essere trattati come inerti ordinari. Un sterile apparentemente innocuo può contenere fluoruri, barite o metalli, che emergono con le analisi eseguite sui campioni.
È la voce pericolosa del sottocapitolo e va tenuta distinta dalle numerose voci non pericolose, come gli scarti di ghiaia e pietrisco (01.04.08), di sabbia e argilla (01.04.09) e gli sterili di lavaggio (01.04.12).
L’asterisco segnala la pericolosità: la presenza di sostanze pericolose impone caratterizzazione, stoccaggio idoneo e conferimento a impianti autorizzati, senza mescolare questi rifiuti con gli inerti puliti. La corretta classificazione nasce dall’analisi del materiale. Per un impianto di minerali non metalliferi, una salina o una cava in bonifica, un gestionale RENTRI che registri i residui pericolosi in uscita, con peso e destinatario, aiuta a tenerli distinti dagli inerti.
Un impianto che tratta minerali non metalliferi può generare residui contaminati da sostanze pericolose, per esempio per i reagenti impiegati o per la presenza di componenti nocivi nel grezzo. Questi materiali vanno classificati come pericolosi.
La gestione richiede di tenerli distinti dagli sterili inerti, con stoccaggio idoneo e conferimento controllato. La caratterizzazione definisce classificazione e destinazione.
Con un software per RENTRI l’impianto di trattamento registra i residui contaminati in uscita per periodo, con peso e destinatario, e conserva le analisi che hanno stabilito il codice.
Un impianto che lavora salgemma o potassa può produrre residui di processo contaminati da sostanze pericolose, diversi dai normali rifiuti di lavorazione. Quando pericolosi, questi residui rientrano in questo codice.
Separarli dai flussi non pericolosi e conferirli a impianti autorizzati è la prassi corretta; i volumi dipendono dal processo. Le analisi orientano la gestione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di salgemma e potassa di separare nei registri i residui con sostanze pericolose da quelli salini ordinari, con la data di ogni ritiro.
In una cava o in un sito di lavorazione di minerali non metalliferi la bonifica di aree contaminate riporta in gioco materiali con sostanze pericolose, da gestire come rifiuto pericoloso durante gli interventi.
Le operazioni richiedono procedure dedicate, isolamento dei materiali e monitoraggio, con volumi variabili. La tracciabilità di ogni partita è parte del piano di bonifica.
Un gestionale RENTRI aiuta la cava o il sito in bonifica a collegare ogni materiale contaminato rimosso all’area di scavo, con la tracciabilità fino all’impianto di destinazione.