Cosa rientra nel codice EER 16.08.07*, perché i catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose
Il codice EER 16.08.07* identifica i catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose. Durante l’uso, il catalizzatore assorbe dal processo composti che lo rendono pericoloso: idrocarburi aromatici, metalli pesanti, zolfo, mercurio, arsenico, residui organici. Il rifiuto è pericoloso per contaminazione, indipendentemente dal metallo attivo.
In pratica vi rientrano i catalizzatori di raffinazione carichi di zolfo e di metalli, i catalizzatori usati in processi con composti tossici, i supporti impregnati di solventi o di prodotti organici e i catalizzatori di sintesi ricoperti di residui. Possono essere piroforici e richiedono inertizzazione prima dello scarico. I catalizzatori esauriti possono contenere metalli pesanti, composti dello zolfo e idrocarburi, e a volte sono piroforici.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.08 e funge da voce di raccordo, perché esclude questi materiali dalle altre voci, come la 16.08.01 e la 16.08.04. Si usa quando le analisi dimostrano la contaminazione.
L’asterisco segnala la pericolosità: i catalizzatori vanno stoccati in contenitori chiusi, spesso in atmosfera inerte, e consegnati a ditte autorizzate. Per una raffineria o un’industria chimica, un gestionale RENTRI che registri lo scarico di ogni lotto di catalizzatore, con la caratterizzazione e il destinatario, aiuta a mantenere ordinata la documentazione di una fermata.
I catalizzatori che trattano i prodotti petroliferi si caricano di zolfo, di metalli e di coke. A fine vita sono pesanti, contaminati e talvolta piroforici.
Lo scarico avviene in fermata, con ditte specializzate e sotto azoto; il materiale si invia a rigenerazione o a recupero dei metalli. Il catalizzatore scaricato si inserisce subito in fusti sotto azoto, per evitare l’autocombustione.
Con un software per RENTRI la raffineria registra ogni lotto di catalizzatore scaricato con peso, analisi e destinatario.
I catalizzatori che operano in presenza di mercurio, arsenico o composti organici clorurati assorbono questi contaminanti e diventano pericolosi per natura.
I materiali si caratterizzano e si avviano a trattamento specialistico, a recupero dei metalli o a smaltimento in discariche autorizzate. Alcuni catalizzatori contengono metalli di valore, che si recuperano.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria chimica di collegare ogni ritiro al reattore e alla campagna.
Gli impianti autorizzati ricevono catalizzatori contaminati da più industrie e li trattano per inertizzare i residui o recuperare il metallo. Il trattamento dei catalizzatori sfrutta il contenuto di metalli come nichel, cobalto e molibdeno.
Ogni partita si accetta dopo caratterizzazione e controllo documentale; i processi sono realizzati in impianti con sistemi di captazione delle emissioni.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni lotto al produttore, alla scheda di caratterizzazione e al trattamento eseguito.