Cosa rientra nel codice EER 19.10.04, quando il fluff, cioè la frazione leggera e le polveri della frantumazione, è non pericoloso e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fluff – frazione leggera e polveri, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 03
Il codice EER 19.10.04 identifica il fluff, cioè la frazione leggera e le polveri, diverso da quello della voce 19.10.03*, privo di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Dopo la frantumazione, il materiale leggero separato dai metalli contiene gomma, plastica, tessuti, schiume, vetro e polveri, e può risultare non pericoloso se le analisi lo confermano.
In pratica vi rientra il fluff degli impianti che trattano rifiuti con scarsa presenza di contaminanti, e quello prodotto con processi di pulizia e di pretrattamento efficaci. Il materiale può essere recuperato come combustibile in impianti di recupero energetico o, dopo trattamenti, in parte riciclato.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.10 ed è la gemella non pericolosa della 19.10.03*. La classificazione richiede analisi periodiche per ogni impianto. Si distingue dalle altre frazioni della voce 19.10.06.
Il codice non ha asterisco, ma per il fluff la non pericolosità non è un’abitudine: la composizione dipende dai veicoli e dagli elettrodomestici triturati e può cambiare nel tempo, per cui le analisi vanno ripetute e collegate ai lotti di rottami lavorati. In caso di esito dubbio conviene valutare la voce pericolosa. Per un impianto di frantumazione, registrare su RENTRI il fluff in uscita con il giorno di lavorazione e le analisi più recenti sostiene la scelta della voce non pericolosa.
Gli shredder producono fluff in quantità, la cui classificazione dipende dai materiali trattati e dalle analisi. Il fluff si forma quando si separano i metalli dal materiale leggero fatto di schiume, tessuti, gomma e plastica.
Il fluff si accumula in aree coperte e si invia a recupero energetico o a discarica per rifiuti non pericolosi. L’area di deposito è coperta per limitare polvere e dispersione al vento.
Un gestionale RENTRI che registri il peso del fluff per giorno di lavorazione aiuta l’impianto di frantumazione a controllare il rapporto tra rottami in ingresso e residuo in uscita.
Gli impianti di post-frantumazione estraggono dal fluff altri metalli e plastiche, riducendo il residuo da smaltire. Le linee di post-frantumazione usano separatori ottici, sensori e vagli per estrarre metalli non ferrosi residui e frazioni plastiche destinate a un successivo riciclo.
Il residuo, più omogeneo e povero di metalli, ha un potere calorifico stabile e si presta meglio al recupero energetico.
Un software per RENTRI che documenti la resa del trattamento, cioè la quota di materiale recuperato su quello ricevuto, aiuta a negoziare le tariffe con i produttori di fluff.
Il fluff non recuperabile si destina a recupero energetico o a discarica per rifiuti non pericolosi. I termovalorizzatori ricevono il fluff solo se rientra nei limiti dell’autorizzazione per potere calorifico e contenuto di cloro, e per questo chiedono analisi periodiche.
Chi non trova collocazione per il fluff in recupero energetico ricorre alla discarica per rifiuti non pericolosi, con costi di conferimento più elevati e con limiti di ammissibilità sulle sostanze organiche.
La gestione rifiuti con RENTRI consente di distinguere i conferimenti a recupero da quelli a discarica e di valutare la quota di materiale recuperato.