Cosa rientra nel codice EER 18.02.03, quali rifiuti di attività veterinarie sono non infetti e non pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni
Il codice EER 18.02.03 identifica i rifiuti prodotti da attività di ricerca, diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie degli animali che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni. Sono materiali di cura e di pulizia senza rischio infettivo: bende, garze, lettiere, camici e guanti non contaminati.
In pratica vi rientrano le medicazioni pulite, la biancheria monouso, i guanti e i materiali di consumo degli studi veterinari, i teli e i presidi usati in visite di routine, i materiali di pulizia delle sale e gli imballaggi contaminati solo da sporco. Sono rifiuti assimilabili agli urbani. La valutazione del rischio infettivo spetta al veterinario, che indica quali rifiuti richiedono cautele aggiuntive.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 18.02. È contrapposta alla voce 18.02.02* per i rifiuti infettivi. Una separazione accurata in origine riduce i costi, perché solo una parte dei rifiuti richiede il percorso speciale.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione si basa sulla valutazione del rischio fatta dal veterinario. Per uno studio veterinario, un software per RENTRI che registri a parte i rifiuti non infettivi, con le quantità conferite, aiuta a distinguerli da quelli della voce 18.02.02*.
Le visite di routine producono bende, garze e materiale di consumo senza contaminazioni. La separazione dai rifiuti infettivi evita costi inutili. Una buona separazione alla fonte riduce i costi, perché i rifiuti infettivi hanno un trattamento più oneroso.
I rifiuti si raccolgono in sacchi distinti e si conferiscono secondo le regole locali, spesso con il servizio di raccolta.
Con un gestionale RENTRI lo studio registra i ritiri di rifiuti sanitari non infettivi, se rientra tra i soggetti obbligati.
Strutture che accolgono animali producono rifiuti di cura e di pulizia, in genere non infetti, ma con una componente sanitaria. Le strutture che ospitano molti animali producono rifiuti di pulizia e di cura in quantità regolari.
I rifiuti si raccolgono e si conferiscono a operatori autorizzati o al servizio pubblico, nei limiti previsti. Il responsabile della struttura definisce le regole di separazione e le comunica al personale.
La gestione rifiuti con RENTRI aiuta il canile a tenere in ordine i ritiri e a conservare i documenti dei trasportatori.
I centri di ricerca con animali e gli allevamenti producono materiali di consumo non contaminati. Negli istituti di ricerca la separazione dei rifiuti segue procedure scritte, che tengono conto delle specie e degli agenti utilizzati.
I materiali si differenziano all’origine e si conferiscono a operatori autorizzati. Gli allevamenti seguono regole proprie per i rifiuti zootecnici. Il personale controlla le etichette dei contenitori.
Un software per RENTRI aiuta la struttura a registrare i conferimenti per tipologia e per data.