16.11.05* · 2026-09-29 · 00:57:03
Cosa comprende il codice EER 16.11.05*, quali impianti lo producono e come trattarlo nella gestione rifiuti con RENTRI, dalla caratterizzazione alla registrazione.
rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, contenenti sostanze pericolose
Il codice 16.11.05* identifica i materiali refrattari e i rivestimenti interni di forni, camere di combustione, reattori e condotti caldi rimossi da impianti non metallurgici che, dopo anni di esercizio, risultano contaminati da sostanze pericolose. Si tratta di mattoni, calcestruzzi refrattari, fibre ceramiche, malte e intonaci isolanti che a fine vita contengono metalli pesanti, cromo esavalente, composti alcalini o residui di processo assorbiti alle alte temperature.
Il codice sta nel capitolo 16 perche i refrattari esausti non appartengono a un ciclo produttivo specifico: li generano vetrerie, cementifici, ceramiche, inceneritori, impianti chimici. Il sottogruppo 16.11 li raccoglie tutti e li distingue in base a due criteri, l'origine metallurgica o meno e la presenza di sostanze pericolose. Il 16.11.05* copre la combinazione tra lavorazioni non metallurgiche e pericolosita accertata; la voce speculare non pericolosa e la 16.11.06.
L'asterisco non e una formalita. La classificazione richiede analisi sul materiale rimosso, perche lo stesso mattone nuovo sarebbe innocuo e diventa pericoloso solo per quello che ha assorbito. Il produttore deve quindi caratterizzare il rifiuto prima di attribuire il codice, gestire il deposito con i criteri previsti per i pericolosi e riportare il codice con l'asterisco nel registro cronologico. Chi usa un software per RENTRI trova la voce nel catalogo integrato, ma la scelta tra 16.11.05* e 16.11.06 resta una decisione tecnica del produttore, non del gestionale.
Nei forni fusori del vetro il bagno fuso e i vapori alcalini attaccano il refrattario per anni. I blocchi elettrofusi AZS della vasca, le volte in silice, i mattoni cromo-magnesiaci dei rigeneratori e i canali di alimentazione vengono sostituiti in occasione della ricostruzione del forno, che genera in pochi giorni decine o centinaia di tonnellate di materiale.
Una parte di questo refrattario contiene cromo, che in esercizio puo ossidarsi a cromo esavalente, oppure e impregnata di piombo, arsenico o antimonio provenienti dalle miscele vetrificabili. Le zone contaminate vanno separate dalle zone pulite gia in fase di demolizione, altrimenti l'intero lotto finisce classificato come 16.11.05*. La vetreria registra ogni conferimento nel gestionale RENTRI con analisi di riferimento e destinazione a impianti autorizzati per rifiuti pericolosi.
Il forno rotante di un cementificio e rivestito con mattoni basici, spesso magnesia-cromite nella zona di cottura, e con refrattari alluminosi nelle zone di preriscaldo e raffreddamento. Il rivestimento si consuma a contatto con il clinker e viene sostituito a tratti durante le fermate programmate, di solito una o due volte l'anno.
I mattoni contenenti cromo, dopo esposizione prolungata all'atmosfera ossidante e alcalina del forno, possono presentare cromo esavalente in concentrazioni tali da rendere il rifiuto pericoloso. Lo stesso vale per il refrattario del calcinatore e del preriscaldatore, dove si concentrano cloruri e metalli pesanti provenienti dai combustibili alternativi. Il cementificio caratterizza il materiale rimosso per singola zona del forno e affida al software per RENTRI la tenuta del registro e dei movimenti in uscita con codice 16.11.05*.
Nelle camere di combustione e post-combustione dei termovalorizzatori il refrattario lavora a contatto con fumi carichi di metalli pesanti, cloruri, zolfo e composti organici. Mattoni, calcestruzzi proiettati e piastrelle in carburo di silicio si impregnano di zinco, piombo, cadmio e mercurio e, nelle zone piu fredde, di sali condensati.
Durante le manutenzioni straordinarie il rivestimento viene demolito e sostituito. Il materiale rimosso spesso non supera la caratterizzazione come non pericoloso, quindi in questi impianti il 16.11.05* e la norma piu che l'eccezione. Poiche l'impianto e gia organizzato per la gestione rifiuti con RENTRI nella propria attivita ordinaria, il refrattario esausto entra nello stesso flusso di registrazione, con distinzione per lotto di demolizione e analisi allegate.