16.11.02 · 2026-09-29 · 00:52:28
Il codice EER 16.11.02 identifica rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, classificati come non pericolosi. Cosa comprende, chi lo produce e come registrarlo nel gestionale RENTRI.
rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 01
Il codice 16.11.02 riguarda i rivestimenti e i materiali refrattari a base di carbone che vengono rimossi dagli impianti metallurgici a fine vita. Si tratta di blocchi, mattoni, paste e masse di apporto in grafite, antracite calcinata o carbone amorfo, impiegati per foderare forni, celle, crogioli e canali di colata dove il metallo fuso richiede un rivestimento che resista alle alte temperature e all'attacco chimico.
La voce sta nel capitolo 16, quello dei rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco, perche i refrattari esausti non appartengono a un ciclo produttivo preciso ma a una fase di manutenzione trasversale a fonderie, acciaierie e impianti per metalli non ferrosi. Il sottogruppo 16 11 raccoglie tutti i rifiuti di rivestimenti e materiali refrattari e li separa per origine e per composizione.
Il 16.11.02 e la voce specchio del 16.11.01*. La differenza sta nella presenza o meno di sostanze pericolose nel materiale dismesso: il carbone impregnato di metalli, sali fusi o composti fluorurati e cianurati va alla voce con asterisco, il refrattario che dall'analisi risulta privo di tali concentrazioni rientra qui. La scelta del codice non e quindi automatica e va documentata con la caratterizzazione del rifiuto.
Per chi tiene il registro cronologico, il codice va riportato con esattezza nel software per RENTRI, insieme al quantitativo e allo stato fisico. Una gestione rifiuti con RENTRI ordinata parte proprio dalla corretta attribuzione tra le due voci specchio.
Nel forno elettrico ad arco il rivestimento della suola e delle pareti lavora a contatto con acciaio liquido e scoria a oltre 1600 gradi. Accanto ai refrattari a base di magnesia trovano posto blocchi e masse carboniose, in particolare nelle zone di spillaggio e nei canali di colata, oltre ai residui degli elettrodi in grafite rotti o consumati fino al mozzicone.
A ogni campagna di manutenzione il materiale viene demolito, separato per tipologia e caratterizzato. Se le analisi non rilevano metalli pesanti in concentrazione rilevante, la frazione carboniosa prende il codice 16.11.02 e viene annotata nel gestionale RENTRI con il peso rilevato alla pesa interna.
Le fonderie di alluminio usano crogioli in grafite o in carburo di silicio legato a carbone, siviere rivestite con paste carboniose e forni di attesa con blocchi di grafite sul fondo. Il carbone resiste bene al metallo fuso e non lo contamina, ma si consuma per ossidazione e per shock termico e va sostituito con regolarita.
Il crogiolo crepato o il rivestimento assottigliato costituiscono rifiuto nel momento in cui vengono smontati. In assenza di sali di flussaggio penetrati nella massa, il materiale rientra nel 16.11.02. Il produttore lo tiene separato dai refrattari ceramici e dalle scorie, e lo registra nel software per RENTRI come rifiuto non pericoloso allo stato solido.
Molti impianti metallurgici affidano la sostituzione dei rivestimenti a imprese esterne che entrano in fermata programmata, demoliscono il vecchio refrattario con martelli demolitori e miniescavatori e posano il nuovo. In alcuni casi contrattuali il rifiuto resta al gestore dell'impianto, in altri passa all'impresa che ha eseguito lo smontaggio.
Chi si trova a essere produttore deve distinguere i blocchi carboniosi dai mattoni allumino silicei e dalle masse basiche, perche i codici sono diversi. La frazione a base di carbone, se non contaminata, viene attribuita al 16.11.02. Un gestionale RENTRI aggiornato per cantiere permette di tenere il registro cronologico e i formulari collegati alla singola fermata.