Cosa rientra nel codice EER 07.01.09*, cosa sono i residui di filtrazione e gli assorbenti esauriti alogenati e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati
Il codice EER 07.01.09* identifica i residui di filtrazione e gli assorbenti esauriti alogenati della chimica organica di base. Sono i materiali solidi o pastosi che hanno trattenuto composti contenenti cloro, bromo o fluoro durante la purificazione dei prodotti e dei solventi.
In pratica vi rientrano i filtri e i pannelli filtranti impregnati, le terre decoloranti e i carboni attivi esausti che hanno adsorbito alogenati, le farine fossili contaminate e i letti di setacci molecolari saturi. La pericolosità deriva dalle sostanze trattenute. Le terre decoloranti e i carboni attivi si saturano gradualmente, e il momento della sostituzione dipende dalla qualità del prodotto in uscita.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.01 della chimica organica di base. Si distingue dalla voce 07.01.10*, che riguarda gli altri residui di filtrazione e assorbenti non alogenati: la presenza di alogeni condiziona il tipo di termodistruzione. Gli alogeni rendono più complessa la termodistruzione, perché producono gas acidi che richiedono depurazione dei fumi; per questo gli impianti accettano questi materiali solo dopo verifica.
L’asterisco segnala la pericolosità: i materiali vanno raccolti in contenitori chiusi, per limitare i vapori, e conferiti a impianti autorizzati. Per un impianto di purificazione o un distillatore, un software per RENTRI che registri le sostituzioni di filtri e di carboni, con peso e destinatario, aiuta a collegare ogni intervento al lotto di prodotto trattato.
Negli impianti che purificano prodotti clorurati si usano filtri, terre e carboni per eliminare colore e impurità. Una volta esausti, questi materiali trattengono alogenati e non sono più rigenerabili.
I materiali vengono sostituiti secondo un programma di manutenzione, confezionati in big bag o fusti e inviati a termodistruzione con trattamento dei gas acidi.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra ogni sostituzione di filtri, terre e carboni con data e peso, e archivia le schede di sicurezza dei prodotti clorurati che hanno trattenuto.
Chi recupera solventi alogenati filtra e assorbe le impurità prima o dopo la distillazione. Filtri, carboni e assorbenti esausti contengono residui di solventi clorurati.
Il materiale esausto viene tenuto in contenitori chiusi, per evitare le emissioni di vapori, e inviato a trattamento termico presso impianti autorizzati. Una buona abitudine è registrare le date di sostituzione dei filtri, per prevedere i volumi dei ritiri.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al distillatore di solventi alogenati di collegare i materiali esausti alle campagne di recupero, con il peso uscito e l’impianto di termodistruzione.
I laboratori usano cartucce, colonne cromatografiche e filtri che trattengono solventi alogenati. Una volta usati, diventano rifiuti pericolosi in piccole quantità ma frequenti.
Cartucce e colonne esauste si lasciano nel loro contenitore, senza svuotarle né lavarle, per evitare di liberare vapori e residui.
Le quantità sono modeste ma frequenti, per questo conviene programmare ritiri periodici. Un software per RENTRI aiuta il laboratorio di analisi a registrare i ritiri periodici di cartucce e di filtri, con la data e la ditta incaricata, senza accumulare scorte di materiale pericoloso.