Cosa rientra nel codice EER 07.01.04*, perché gli altri solventi organici non alogenati e le acque madri sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri
Il codice EER 07.01.04* identifica gli altri solventi organici, le soluzioni di lavaggio e le acque madri della chimica organica di base, cioè quelli non alogenati. Rientrano alcoli, chetoni, esteri, idrocarburi, eteri e miscele di questi, usati come mezzi di reazione, estrazione o lavaggio.
In pratica vi rientrano i solventi esausti da recuperare o da smaltire, le miscele di lavaggio di reattori e linee, le fasi organiche di estrazione e le acque madri con una componente di solvente. Molti solventi sono infiammabili, volatili e dannosi per la salute. Acetone, toluene, metanolo ed esani sono i solventi non alogenati più usati, e hanno in comune l’alta infiammabilità dei loro vapori.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.01 della chimica organica di base. Si distingue dalla 07.01.03*, che riguarda i solventi alogenati: la separazione è utile per impostare correttamente il recupero per distillazione o la termodistruzione.
L’asterisco segnala la pericolosità: i solventi vanno raccolti in contenitori idonei e collegati a terra durante il travaso, e conferiti a impianti di recupero o di termodistruzione autorizzati. Per un impianto chimico o un distillatore, un gestionale RENTRI che registri ogni ritiro, con volume e destinatario, aiuta a seguire un flusso ad alto potere calorifico.
Un impianto di chimica organica di base usa grandi quantità di solventi non alogenati nelle reazioni, nelle estrazioni e nei lavaggi. A fine campagna restano miscele esauste che non rispettano più le specifiche di purezza.
I solventi sono raccolti in serbatoi o fusti idonei; dove possibile, un’unità di distillazione li recupera, e il residuo concentrato è inviato a termodistruzione o recupero energetico presso impianti autorizzati.
Con un software per RENTRI l’impianto registra i solventi esausti e le miscele di lavaggio per serbatoio e per campagna, con volume e destinatario, e annota la quota avviata a ridistillazione.
Chi tratta solventi per conto terzi riceve miscele di vari clienti, le caratterizza e le avvia a distillazione. I fondi di distillazione e le frazioni non recuperabili sono rifiuti che ricadono in questa voce.
Le miscele vengono separate per famiglia di solventi e sottoposte a controllo analitico prima di entrare nell’impianto, per evitare contaminazioni che pregiudichino il recupero.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al distillatore di collegare ogni miscela ricevuta al cliente, all’analisi di accettazione e ai fondi di distillazione prodotti, che escono con un codice proprio.
I laboratori di chimica organica producono solventi esausti da cromatografie, sintesi e pulizie della vetreria. Anche in piccole quantità, vanno gestiti come rifiuti pericolosi infiammabili.
I solventi non alogenati si raccolgono in taniche separate da quelle degli alogenati, etichettate e sistemate in armadi di sicurezza, in attesa del ritiro da ditte autorizzate. Gli armadi di sicurezza ventilati e le taniche con tappo a tenuta riducono il rischio di incendio e le emissioni.
Un gestionale RENTRI aiuta il laboratorio a registrare i ritiri periodici di taniche non alogenate, tenute separate dalle alogenate, con la data, il volume e la ditta incaricata.