Cosa rientra nel codice EER 01.03.06, perché gli sterili del trattamento di minerali metalliferi privi di sostanze pericolose e di potenziale acido non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
sterili diversi da quelli di cui alle voci 01 03 04 e 01 03 05
Il codice EER 01.03.06 identifica gli sterili del trattamento dei minerali metalliferi che non contengono sostanze pericolose e non hanno potenziale di generare acido. Sono i residui inerti che restano dopo la separazione del metallo utile, privi delle caratteristiche di pericolo delle voci precedenti.
In pratica vi rientrano gli sterili inerti, i residui di trattamento fisico, i materiali di flottazione non pericolosi, gli scarti di frantumazione metallifera, i residui di vagliatura e i fanghi minerari non pericolosi non contaminati. È materiale lapideo di scarto in grandi volumi. Uno sterile inerte può essere reimpiegato in sito per riempire cavità o per ripristinare i fronti, e questa è spesso la sua destinazione più economica.
È la versione non pericolosa degli sterili e va tenuta distinta dagli sterili acidogeni solforosi (01.03.04*) e dagli altri sterili contenenti sostanze pericolose (01.03.05*).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, a condizione che la caratterizzazione escluda contaminazioni e potenziale acido: è questa la differenza con le voci con asterisco. Avviato a recupero, il materiale è spesso riutilizzato per riempimenti e ripristini. Per un impianto minerario o un recuperatore di inerti, un software per RENTRI che registri la sola parte che esce dal sito, con peso e destinatario, aiuta a distinguerla da quella usata nei ripristini interni.
Un impianto che tratta minerale metallifero produce, accanto agli eventuali residui pericolosi, grandi quantità di sterili inerti dalla frantumazione, vagliatura e separazione fisica. Quando le analisi ne escludono la pericolosità, questi materiali sono un rifiuto non pericoloso.
La gestione prevede spesso il riutilizzo in sito per ripristini, ma la quota conferita all’esterno va classificata e tracciata. La caratterizzazione distingue questi sterili da quelli contaminati.
Con un gestionale RENTRI l’impianto di trattamento registra solo gli sterili inerti che escono dal sito, con peso e destinatario, lasciando fuori ciò che serve ai ripristini interni.
Una miniera metallifera genera, nelle fasi di cernita e vagliatura del grezzo, residui inerti privi di valore. Quando non contengono sostanze pericolose, questi scarti rientrano tra gli sterili non pericolosi.
Separarli dalla frazione potenzialmente contaminata è il presupposto per destinarli al recupero o al riutilizzo. Le analisi confermano la classificazione come non pericoloso.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla miniera di collegare i residui di cernita e di vagliatura ai turni di lavoro, e di distinguere quelli avviati a riutilizzo da quelli conferiti all’esterno.
Un impianto che recupera gli sterili inerti di miniera li lavora per produrre materiali da riempimento, rilevati e ripristini ambientali. Gli sterili non pericolosi sono la materia prima di questo recupero.
La qualità e l’assenza di contaminazioni del materiale in ingresso sono condizioni essenziali: l’impianto verifica provenienza e caratterizzazione per accettare il carico come non pericoloso.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero di inerti di miniera a registrare ogni carico con la verifica d’ingresso, e a collegare il materiale ottenuto ai rilevati dove viene impiegato.