Cosa rientra nel codice EER 19.12.08, cosa sono i prodotti tessili prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti e quali attività li producono, dagli impianti di selezione al riuso. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
prodotti tessili
Il codice EER 19.12.08 identifica i prodotti tessili prodotti dal trattamento meccanico di rifiuti. Sono tessuti, abiti, biancheria, scarpe e fibre separati da flussi misti o ottenuti dalla selezione degli indumenti usati raccolti in modo differenziato: la parte non riutilizzabile va a riciclo o a smaltimento.
In pratica vi rientrano gli indumenti usati non riutilizzabili, gli scarti di selezione tessile, i tessuti sporchi o danneggiati e le frazioni tessili separate dagli impianti di selezione dei rifiuti urbani. Le fibre in buono stato si riciclano in stracci industriali, in isolanti o in nuovi filati; il resto va a recupero energetico. I tessili sono una frazione crescente nei rifiuti urbani, per la diffusione della moda a basso costo.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.12. Si distingue dai prodotti tessili raccolti in modo differenziato della voce 20.01.11 e dai rifiuti tessili delle industrie del capitolo 04. Qui il materiale esce da un impianto di trattamento.
Il codice non porta asterisco, ma la raccolta differenziata dei tessili è obbligatoria in Italia dal 2022 e in tutta l’Unione europea dal 2025, perciò il flusso è in crescita. Per un impianto di selezione dei tessili, un software per RENTRI che registri le frazioni per qualità e destinazione aiuta a distinguere il riutilizzo dal riciclo e dal recupero energetico.
Gli operatori della filiera dell’usato selezionano gli indumenti in cerca del riutilizzabile; ciò che resta è un rifiuto da avviare a riciclo. La selezione manuale riconosce il capo riutilizzabile, mentre le macchine separano per fibra e per colore.
I tessili non riutilizzabili si dividono per fibra e per qualità, e si inviano a stracci, a isolanti o a recupero energetico. I tessili puliti e asciutti hanno un valore più alto.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra le uscite di tessili per qualità, e rende visibile la quota avviata a riuso.
Le frazioni tessili si separano anche dai rifiuti indifferenziati e dagli ingombranti, con qualità inferiore. Nei rifiuti indifferenziati i tessili sono spesso umidi o sporchi, e più difficili da riciclare.
Il materiale si stocca al riparo dall’umidità e si invia a recupero energetico o a riciclo. La separazione avviene con operatori e con sensori, quando l’impianto dispone di linee dedicate.
La gestione rifiuti con RENTRI aiuta l’impianto a distinguere i flussi tessili da quelli degli altri materiali selezionati.
Gli impianti di riciclo trasformano gli scarti tessili in fibre rigenerate, in imbottiture e in materiali isolanti. Le fibre rigenerate si ottengono sfilacciando i tessuti, e si usano per imbottiture, panni industriali e isolanti. Il processo funziona bene con tessuti di cotone o lana, meno con miscele di fibre sintetiche.
La qualità del materiale in ingresso decide la resa: un tessuto bagnato o sporco di oli è molto più difficile da lavorare.
Un software per RENTRI aiuta il riciclatore a registrare i lotti ricevuti e a mostrare la quota di fibre effettivamente rigenerate.