Cosa rientra nel codice EER 19.12.10, cosa sono i rifiuti combustibili (combustibile da rifiuti) prodotti dal trattamento meccanico e quali attività li producono, dagli impianti di selezione ai cementifici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti combustibili (combustibile da rifiuti)
Il codice EER 19.12.10 identifica i rifiuti combustibili, cioè il combustibile da rifiuti (CDR) o combustibile solido secondario (CSS), prodotti dal trattamento meccanico di rifiuti. Sono frazioni secche, ad alto potere calorifico, ottenute da rifiuti urbani e speciali con selezione, triturazione ed eliminazione di metalli e inerti, destinate a essere bruciate in impianti autorizzati.
In pratica vi rientrano il CSS in forma di fluff, pellet o balle, composto di carta, plastica, tessili, legno e altri materiali secchi non riciclabili. Si usa nei cementifici, nelle centrali termoelettriche e negli impianti di recupero energetico, in sostituzione di combustibili fossili.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.12. Si distingue dai rifiuti combustibili dei trattamenti chimico-fisici della voce 19.02.10. Qui il materiale deriva da un trattamento meccanico. Se rispetta norme tecniche specifiche, il CSS può cessare di essere un rifiuto.
Il codice non porta asterisco, ma il materiale deve rispettare i parametri di cloro, umidità e potere calorifico richiesti dagli impianti di destinazione. Per un impianto che produce CSS, un gestionale RENTRI che registri ogni lotto con le analisi di cloro e potere calorifico aiuta a dimostrare la conformità alle specifiche di cementifici e centrali.
Gli impianti ricevono rifiuti secchi, li selezionano e li triturano per ottenere un combustibile con caratteristiche costanti. La raffinazione elimina metalli, inerti e materiali non combustibili.
Il CSS si confeziona in balle o si carica sfuso e si invia a cementifici e a centrali, con controlli di qualità. Il campionamento segue protocolli per ogni lotto. Il campione si conserva.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di CSS per destinatario e per lotto, e le collega ai campionamenti.
Gli impianti usano il CSS al posto di parte dei combustibili fossili, nel rispetto dei limiti alle emissioni. I cementifici dosano il CSS nel forno insieme ai combustibili tradizionali. Il CSS sostituisce una quota del carbone o del petcoke, con un risparmio di combustibili fossili.
Ogni lotto si accetta dopo analisi e controllo documentale; i lotti fuori specifica si respingono. Un lotto con troppo cloro rischia di creare problemi di corrosione.
La gestione rifiuti con RENTRI offre al cementificio un registro dei lotti ricevuti e di quelli respinti.
I gestori conferiscono ai produttori di CSS le frazioni secche non riciclabili. I gestori scelgono tra riciclo e CSS in base alla qualità del materiale e al costo dei diversi sbocchi. Il CSS non è l’unica via per la frazione secca, che può andare anche in discarica per non pericolosi o in impianti di termovalorizzazione.
La frazione secca non riciclabile, composta da plastiche miste, tessili e carta sporca, è adatta al CSS se rispetta i parametri.
Un gestionale RENTRI consente ai gestori di confrontare le quote di rifiuti avviate a riciclo e a recupero energetico.