Cosa rientra nel codice EER 13.05.07*, perché le acque oleose prodotte da separatori olio/acqua sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
acque oleose prodotte da separatori olio/acqua
Il codice EER 13.05.07* identifica le acque oleose prodotte da separatori olio/acqua. Sono le acque che, dopo il passaggio nel separatore, contengono ancora una quota di olio emulsionato o disperso, oppure le acque oleose raccolte nelle vasche di accumulo, prima del trattamento.
In pratica vi rientrano le acque di prima pioggia contaminate dei piazzali, le acque di lavaggio di officine e di autolavaggi non conformi, le acque di sentina trattate a terra, e le acque dei serbatoi di stoccaggio di oli e carburanti. Non possono essere scaricate se non rispettano i limiti. Le acque oleose dei separatori sono residui liquidi con una frazione di idrocarburi, e vanno trattate prima dello scarico.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.05. Si distingue dagli oli separati della voce 13.05.06* e dai fanghi della voce 13.05.02*, perché riguarda la fase acquosa con olio in sospensione.
L’asterisco segnala la pericolosità: le acque oleose vanno raccolte in cisterne o contenitori chiusi, mai scaricate in fognatura senza autorizzazione, e conferite a impianti di trattamento. Per autolavaggi, porti e depositi, un gestionale RENTRI che registri gli svuotamenti delle vasche di raccolta, con volume e destinatario, aiuta a tenere sotto controllo la cadenza delle manutenzioni.
Le officine con pavimenti industriali lavati con acqua raccolgono le acque oleose in vasche di accumulo. Se non rispettano i limiti di scarico, vanno smaltite come rifiuto.
Le acque si raccolgono in cisterne e si consegnano a ditte autorizzate, che le trattano in impianti chimico-fisici; la riduzione dei lavaggi ne limita il volume.
Con un software per RENTRI l’officina registra gli svuotamenti delle vasche con data e volume, e conserva i documenti del gestore.
Le aree portuali e i depositi hanno impianti di raccolta delle acque di sentina, di lavaggio e di piazzale, con una frazione oleosa non separabile in loco.
Le acque si inviano a impianti di trattamento autorizzati; l’analisi stabilisce la destinazione tra depurazione e smaltimento. Le acque di sentina sono tra le più oleose.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al porto di collegare ogni ritiro di acque oleose alla nave o al piazzale che le ha prodotte.
Gli impianti chimico-fisici trattano le acque oleose con rottura dell’emulsione, flottazione e filtrazione, ottenendo acqua depurata, olio e fanghi.
Ogni carico si accetta dopo analisi; l’acqua depurata si scarica secondo i limiti, l’olio e i fanghi seguono le voci dedicate. Il trattamento chimico-fisico richiede dosaggi adeguati al carico.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di trattamento a registrare ogni autobotte con l’origine e l’analisi, per dosare il carico nelle linee.