19.13.05* · 2026-09-29 · 04:13:14
Il codice EER 19.13.05* identifica i fanghi pericolosi generati dagli impianti di risanamento delle acque di falda. Vediamo cosa contiene, chi lo produce e come tenerne traccia con un software per RENTRI.
fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose
Il codice 19.13.05* raccoglie i fanghi che si formano quando un'acqua di falda contaminata viene emunta e trattata in impianto. Il capitolo 19 è quello dei rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti e acque, e il sottogruppo 19.13 isola i residui delle bonifiche di terreni e del risanamento delle falde. La logica è semplice: il rifiuto nasce dal processo di depurazione, non dal sito in sé, e per questo non va confuso con i terreni di scavo o con le acque emunte tal quali.
In pratica si tratta di sedimenti e concentrati di filtropressa, fondi di decantatori, residui di precipitazione chimica, fanghi di ossidazione o di strippaggio, tutto ciò che resta dopo aver separato dall'acqua gli inquinanti. Idrocarburi, solventi clorurati, metalli pesanti, IPA: la matrice concentra ciò che nella falda era diluito.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. La classificazione dipende dalle concentrazioni effettive di sostanze pericolose nel fango, quindi servono analisi di caratterizzazione e una scheda tecnica coerente con i risultati. Il codice speculare 19.13.06 copre il caso opposto, ma la scelta va motivata con dati, non con l'abitudine.
Per chi produce questo rifiuto, la gestione con RENTRI significa registrare movimenti e giacenze in modo ordinato. Un gestionale RENTRI aiuta a collegare rapporto di prova, formulario e registro, così la classificazione resta dimostrabile nel tempo.
Le imprese che eseguono bonifiche installano pozzi di emungimento e impianti di trattamento delle acque di falda direttamente in cantiere. L'acqua passa per sedimentazione, precipitazione dei metalli, filtri a carboni attivi o torri di strippaggio, e a valle restano fanghi carichi di quanto è stato rimosso.
Quando la falda è contaminata da solventi clorurati, cromo esavalente o idrocarburi, i fanghi ereditano quelle concentrazioni e vengono classificati come 19.13.05*. Il cantiere può durare mesi o anni, con conferimenti ripetuti: qui un software per RENTRI riduce gli errori nella registrazione dei carichi e mantiene l'allineamento tra analisi e formulari.
Molti stabilimenti chimici e petrolchimici storici gestiscono una barriera idraulica permanente per impedire che la contaminazione della falda esca dal perimetro. I pozzi emungono in continuo e l'acqua viene trattata in un impianto interno prima dello scarico o del riutilizzo.
Il trattamento produce fanghi di decantazione e di filtropressa che concentrano gli inquinanti tipici del sito, spesso mercurio, composti organoalogenati o idrocarburi pesanti. Trattandosi di un'attività continuativa, il rifiuto 19.13.05* viene generato con regolarità e il produttore lo tiene in deposito fino al conferimento. La gestione rifiuti con RENTRI, in questo caso, si inserisce nel sistema ambientale già presente e ne segue la stessa disciplina documentale.
La chiusura o la ristrutturazione di un punto vendita carburanti porta spesso alla scoperta di perdite storiche da serbatoi interrati, con idrocarburi che hanno raggiunto la falda. Il gestore della rete, o la società di servizi ambientali incaricata, avvia un intervento di messa in sicurezza con emungimento e trattamento delle acque.
Gli impianti mobili usati in questi casi, spesso con separatore, ossidazione e carboni attivi, generano fanghi ricchi di benzene, MTBE e idrocarburi. Le quantità per singolo sito sono contenute, ma una rete con decine di interventi aperti produce molti lotti di 19.13.05* in parallelo. Un gestionale RENTRI centralizzato consente di seguire ogni sito come unità locale distinta senza perdere la visione complessiva.