Cosa rientra nel codice EER 19.09.04, cos’è il carbone attivo esaurito degli impianti di potabilizzazione e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
carbone attivo esaurito
Il codice EER 19.09.04 identifica il carbone attivo esaurito prodotto dagli impianti di potabilizzazione e di preparazione dell’acqua per usi industriali. Il carbone attivo trattiene, sulla sua grande superficie, sostanze organiche, pesticidi, solventi clorurati, cattivi odori e sapori. Quando si satura, si sostituisce o si rigenera.
In pratica vi rientrano il carbone granulare dei filtri e il carbone in polvere dosato nei trattamenti, saturi di composti organici dell’acqua grezza. In genere non presentano caratteristiche di pericolo, ma l’analisi può rivelare contaminanti che ne cambiano la classificazione. Molti gestori inviano il carbone a rigenerazione termica. Il carbone attivo esaurito di acquedotto ha trattenuto composti organici naturali e artificiali, ma raramente sostanze pericolose in quantità rilevanti.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.09. Si distingue dal carbone attivo esaurito di altri usi, come quello della voce 06.13.02*, e da quello dei fumi della voce 19.01.10*. Qui il carbone proviene dall’acqua potabile.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione richiede conoscere i contaminanti trattenuti. Per un gestore di potabilizzazione, un software per RENTRI che registri le sostituzioni del carbone e le collega a rigenerazione o a smaltimento aiuta a leggere nel tempo la durata dei filtri.
I filtri a carbone attivo granulare si sostituiscono dopo alcuni anni, con quantità di decine di tonnellate per impianto.
Il carbone si scarica con acqua, si disidrata e si invia a rigenerazione termica o a smaltimento. La frequenza di sostituzione dipende dalla qualità dell’acqua grezza e dal grado di trattamento richiesto, e la rigenerazione allunga molto la vita utile del carbone, riducendo i costi.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra le sostituzioni per filtro e per anno, e calcola la vita media del carbone nei diversi impianti.
Le aziende che preparano l’acqua di processo usano carbone attivo per eliminare cloro e organici; il carbone esausto si sostituisce. Nell’industria alimentare il carbone attivo elimina cloro, odori e sapori dall’acqua, e si cambia quando perde efficacia.
Il carbone si ritira da ditte specializzate nella rigenerazione. Un ritiro programmato evita che il carbone esausto si accumuli in azienda, e la rigenerazione lo riporta a nuova vita.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda di conservare i documenti delle sostituzioni, utili per i controlli sulla sicurezza alimentare.
Gli impianti di rigenerazione trattano il carbone esausto in forni, bruciando le sostanze assorbite e riattivando la superficie. La rigenerazione termica brucia le sostanze assorbite a temperature elevate in assenza di ossigeno, e restituisce al carbone gran parte delle sue proprietà.
Il materiale rigenerato torna all’uso, mentre una quota si perde nel processo e va rimpiazzata con carbone nuovo.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto a registrare i lotti ricevuti e a mostrare la quota di carbone effettivamente rigenerata.