Cosa rientra nel codice EER 19.09.02, cosa sono i fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell’acqua e quali attività li producono, dagli acquedotti all’industria. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell’acqua
Il codice EER 19.09.02 identifica i fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell’acqua. Per togliere la torbidità, negli impianti di potabilizzazione si aggiungono coagulanti, come sali di alluminio e di ferro, che fanno aggregare le particelle in fiocchi. I fiocchi sedimentano sul fondo dei chiarificatori e formano un fango, che si estrae e si disidrata.
In pratica vi rientrano i fanghi dei decantatori degli acquedotti, ricchi di idrossidi di alluminio o di ferro, argilla e sostanza organica. Sono fanghi di aspetto gelatinoso, con un alto contenuto d’acqua, e dopo disidratazione diventano palabili. Possono avere impieghi in laterizi, in cemento e in ripristini. Il colore e la consistenza dipendono dal coagulante usato e dalla qualità dell’acqua grezza.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.09. Si distingue dai fanghi di decarbonatazione della voce 19.09.03 e dai fanghi di depurazione di acque reflue della 19.08.05. L’origine è l’acqua potabile, non il refluo.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione e l’idoneità al recupero richiedono analisi periodiche. Per un gestore di acquedotto, un gestionale RENTRI che affianchi alle uscite di fango le analisi di qualità semplifica la scelta tra recupero e smaltimento e la dimostrazione della classificazione.
I chiarificatori degli impianti producono fango in continuo, in quantità legate alla torbidità dell’acqua grezza. Le quantità aumentano quando l’acqua grezza si intorbidisce, per esempio dopo forti piogge.
I fanghi si ispessiscono e si disidratano con filtropresse o centrifughe e si inviano a recupero o a smaltimento. Il fango disidratato si stocca in aree coperte.
Con un software per RENTRI il gestore registra le uscite per impianto di potabilizzazione e può confrontare le quantità con la torbidità dell’acqua grezza nei diversi mesi.
Alcune industrie utilizzano i fanghi di potabilizzazione come materia prima secondaria, per l’alto contenuto di argilla e di ossidi. Il fango aggiunto all’impasto contribuisce alla plasticità dell’argilla.
Il fango deve rispettare specifiche per tenore di alluminio o di ferro e per assenza di contaminanti, e l’industria che lo riceve chiede analisi su ogni partita.
Un gestionale RENTRI aiuta il cementificio a dimostrare l’uso del fango come materia prima secondaria, con registrazione dei lotti ricevuti.
I fanghi non recuperabili si usano nei ripristini ambientali, se idonei, o vanno in discarica per rifiuti non pericolosi. I ripristini ambientali prevedono il riempimento di cave o di aree degradate. Il materiale viene steso e compattato in strati, in modo da formare un rilevato stabile.
I ripristini ambientali richiedono che il fango sia adatto all’uso e conforme ai limiti, perché si tratta di un impiego sul suolo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente di distinguere nei registri il fango avviato a ripristino da quello conferito in discarica.