19.09.05 · 2026-09-29 · 03:29:59
Il codice EER 19.09.05 identifica le resine a scambio ionico saturate o esaurite dagli impianti di potabilizzazione e di preparazione dell'acqua per uso industriale. Origine del rifiuto, attività che lo generano e registrazione nel gestionale RENTRI.
resine a scambio ionico saturate o esaurite
Il codice EER 19.09.05 copre le resine a scambio ionico che hanno finito il loro ciclo utile. Sono granuli di polimero sintetico, in genere polistirene reticolato o poliacrilato, con gruppi funzionali che trattengono cationi o anioni dall'acqua che li attraversa. Diventano rifiuto in due casi: quando sono sature, cioè piene degli ioni catturati e non più rigenerabili in modo conveniente, oppure quando sono esaurite dal punto di vista meccanico, perché i cicli ripetuti di rigenerazione con acidi, basi o salamoia hanno rotto o sfaldato i grani.
La collocazione nel capitolo 19 dipende dall'origine: il rifiuto nasce da un impianto di trattamento dell'acqua, non da un ciclo produttivo qualsiasi. Il sottogruppo 19.09 restringe il campo alla potabilizzazione e alla preparazione dell'acqua per uso industriale, quindi addolcimento, demineralizzazione, rimozione di nitrati o di metalli. Le resine esaurite da impianti di depurazione di acque reflue fuori sito seguono invece il codice 19.08.06*, che ha caratteristiche diverse.
Il 19.09.05 non porta l'asterisco: il catalogo lo classifica come non pericoloso. Resta compito del produttore descrivere correttamente il rifiuto, indicare la quantità in kg e la destinazione. Un gestionale RENTRI permette di legare il codice al registro cronologico e ai formulari senza riscrivere ogni volta la descrizione ufficiale, con meno errori sulla voce e sull'unità di misura.
Un acquedotto che tratta acqua di falda o di superficie usa colonne a scambio ionico per abbattere nitrati, durezza, ammonio o arsenico. Le resine lavorano per anni con rigenerazioni periodiche, poi la capacità cala sotto la soglia utile e il gestore programma la sostituzione della carica.
Il letto viene svuotato dalle colonne, spesso ancora umido, e messo in big bag o cassoni. Il peso si misura al carico, perché l'acqua residua incide molto. Il codice è 19.09.05 perché l'acqua trattata è destinata al consumo umano. Chi cura la gestione rifiuti con RENTRI per più impianti ha interesse a tenere una scheda per ciascuna sede, con il codice già associato.
Un birrificio, un caseificio o un'industria conserviera produce vapore per pastorizzare, sterilizzare e riscaldare. Le caldaie richiedono acqua addolcita o demineralizzata, altrimenti il calcare riduce lo scambio termico e danneggia i fasci tubieri. Per questo a monte c'è un addolcitore a resine cationiche, rigenerato con salamoia, oppure un demineralizzatore a due colonne.
Quando la resina non tiene più la durezza in specifica o si frantuma, il manutentore la sostituisce. Il materiale rimosso è 19.09.05, perché l'acqua serve al processo industriale, non a un ciclo di depurazione. La quantità è modesta, qualche decina o centinaio di chili, e il ritiro avviene spesso con lo stesso fornitore che porta la carica nuova.
Un laboratorio analitico ha bisogno di acqua a bassa conducibilità per preparare reagenti, diluire campioni e alimentare strumenti come ICP e cromatografi. La catena di produzione dell'acqua ultrapura include cartucce a letto misto, cationiche e anioniche insieme, che eliminano i sali residui dopo l'osmosi inversa.
Le cartucce si esauriscono in pochi mesi e il segnale è l'aumento della conducibilità in uscita. Il laboratorio sostituisce il modulo e accantona quello vecchio. La resina esaurita rientra nel 19.09.05 in quanto proviene dalla preparazione dell'acqua per uso tecnico. I volumi sono piccoli, ma la registrazione in un software per RENTRI aiuta a non dimenticare i pesi delle cartucce accumulate tra un ritiro e l'altro.