19.02.11* · 2026-09-29 · 02:41:19
Il codice 19.02.11* raccoglie i residui pericolosi dei trattamenti chimico-fisici di rifiuti che non rientrano nelle voci specifiche del sottogruppo 19.02. Cosa include, quali impianti lo producono e come gestirlo con un gestionale RENTRI.
altri rifiuti contenenti sostanze pericolose
Il codice 19.02.11* è una voce residuale del sottogruppo 19.02, che raccoglie i rifiuti generati dagli impianti che sottopongono altri rifiuti a trattamenti chimico-fisici: neutralizzazione di acidi e basi, decromatazione, decianizzazione, precipitazione dei metalli, ossidazione, flocculazione. Non descrive un materiale preciso. Serve a classificare ciò che esce da queste lavorazioni e non trova posto nelle voci più specifiche dello stesso sottogruppo, come i fanghi (19.02.05*), i rifiuti liquidi acquosi (19.02.08*) o gli oli e concentrati da separazione (19.02.07*).
Nella pratica finiscono qui residui eterogenei: carboni attivi e resine esauste usate nelle fasi di finissaggio, materiali filtranti, schiume e croste di reattore, residui di pulizia di serbatoi e vasche, frazioni solide separate per grigliatura, scarti di laboratorio dell'impianto.
L'asterisco indica una voce pericolosa assoluta. La presenza di sostanze pericolose è nella definizione stessa del codice, quindi non serve un'analisi per decidere se attribuire o meno l'asterisco: il rifiuto è pericoloso per costruzione. Resta comunque utile individuare le caratteristiche di pericolo effettive, che dipendono dai rifiuti in ingresso e dai reagenti impiegati.
Proprio per la sua natura generica, il 19.02.11* richiede descrizioni accurate nei documenti. Chi lavora con un gestionale RENTRI ha interesse a collegare la voce a schede di caratterizzazione aggiornate, così che registro e formulario riportino sempre lo stesso contenuto e la stessa provenienza.
È il produttore tipico del codice. L'impianto riceve in conto terzi acque di processo, soluzioni esauste, bagni acidi e alcalini, emulsioni e concentrati provenienti da industrie diverse, e li tratta con neutralizzazione, precipitazione, flocculazione e filtrazione finale.
Oltre ai fanghi e alle acque trattate, la linea genera residui che non rientrano nelle voci specifiche: carboni attivi e resine a scambio ionico saturi, sabbie e tessuti filtranti, materiale raccolto nelle griglie di ingresso, depositi asportati dalle vasche durante le fermate. Poiché questi materiali hanno trattenuto metalli, solventi o altre sostanze pericolose contenute nei rifiuti trattati, il codice corretto è il 19.02.11*.
Un software per RENTRI aiuta a tenere separate queste partite dai fanghi 19.02.05*, evitando codifiche generiche in uscita.
Le piattaforme specializzate nei rifiuti della galvanica e del trattamento superfici ricevono bagni al cromo esavalente, soluzioni cianidriche, acque di lavaggio e soluzioni di decapaggio. La decromatazione riduce il cromo VI a cromo III con agenti riducenti, la decianizzazione ossida i cianuri con ipoclorito o altri ossidanti, poi si passa a precipitazione dei metalli e disidratazione dei fanghi.
Dalle sezioni di reazione escono materiali difficili da classificare altrimenti: croste e incrostazioni raschiate dai reattori, filtri a cartuccia intasati da idrossidi metallici, residui di lavaggio delle tubazioni, imballaggi contaminati non recuperabili prodotti internamente al ciclo. Il contenuto residuo di cromo, nichel, cianuri e altri componenti porta questi scarti nel 19.02.11*.
Nella gestione rifiuti con RENTRI conviene registrare per ogni partita la sezione di provenienza e i reagenti usati.
Gli impianti che ricevono percolati di discarica, acque di dilavamento di siti contaminati e acque di falda emunte durante le bonifiche applicano quasi sempre uno stadio chimico-fisico: correzione del pH, coagulazione, precipitazione, stripping dell'ammoniaca, adsorbimento su carbone attivo, a volte osmosi inversa.
I residui di questi stadi sono vari. Il carbone attivo esausto carico di composti organici clorurati, le membrane sostituite, i concentrati solidificati, i residui di pulizia degli scambiatori e le sabbie dei filtri a pressione contengono le sostanze che l'impianto ha rimosso dall'acqua. Quando non esistono voci più precise nel sottogruppo 19.02, il codice di riferimento è il 19.02.11*.
Per impianti con molte linee in parallelo, un gestionale RENTRI che colleghi ogni movimentazione alla linea di origine rende più semplice giustificare la codifica in caso di controllo.