19.02.07* · 2026-09-29 · 02:35:27
Il codice EER 19.02.07* identifica la fase oleosa e i concentrati che escono dai trattamenti chimico-fisici di rifiuti. Vediamo cosa contiene, quali impianti lo generano e come va registrato nella gestione rifiuti con RENTRI.
oli e concentrati prodotti da processi di separazione
Il codice EER 19.02.07* identifica gli oli e i concentrati che escono dai processi di separazione applicati ai rifiuti in un impianto di trattamento chimico-fisico. Non è l'olio esausto scaricato da un motore o da una centralina idraulica, ma la fase oleosa o la frazione concentrata che si ottiene quando un rifiuto liquido viene sottoposto a disoleazione, flottazione, centrifugazione, rottura di emulsioni o evaporazione. La descrizione ufficiale parla di oli e concentrati perché il trattamento serve appunto a separare, e ciò che si separa è quasi sempre un flusso più denso e più contaminato del rifiuto in ingresso.
Il capitolo 19 raccoglie i rifiuti prodotti dagli impianti che trattano altri rifiuti e acque reflue fuori sito. Il sottogruppo 19.02 riguarda i trattamenti chimico-fisici, con esempi espliciti come decromatazione, decianizzazione e neutralizzazione. Il 19.02.07* è quindi un rifiuto di secondo livello: nasce da un rifiuto già conferito e lavorato, e va tenuto distinto dai codici del capitolo 13 riservati agli oli esauriti di origine diretta.
L'asterisco segnala una voce pericolosa assoluta. Il codice non ha una voce specchio non pericolosa, quindi il produttore non deve caratterizzare il rifiuto per decidere se applicare o meno l'asterisco. La pericolosità pesa sul deposito temporaneo, sull'etichettatura e sulla tracciabilità: nella gestione rifiuti con RENTRI il registro cronologico e il FIR devono riportare il codice completo di asterisco e i dati coerenti con la classificazione. Un gestionale RENTRI aiuta a evitare che il codice venga inserito senza asterisco o confuso con le voci del capitolo 13.
La piattaforma riceve rifiuti liquidi da terzi: acque di lavaggio industriali, bagni esausti, soluzioni acide o alcaline, percolati. Prima della neutralizzazione o della precipitazione dei metalli, molti di questi flussi passano in una sezione di disoleazione a gravità o in un flottatore, perché la componente oleosa disturba le fasi successive e intasa i filtri.
La schiuma o la fase surnatante raccolta in testa al disoleatore è il rifiuto 19.02.07*. Contiene idrocarburi, tensioattivi e tracce dei contaminanti del rifiuto in ingresso, e non può tornare tra i codici del capitolo 13 perché è già passata da un trattamento. Con un gestionale RENTRI la piattaforma può legare ogni lotto in uscita ai conferimenti che lo hanno generato, cosa utile in sede di verifica.
Gli impianti che trattano emulsioni esauste da lavorazioni meccaniche, acque di autolavaggio e liquidi da vasche di sgrassaggio lavorano su miscele stabili di acqua, olio e additivi. La separazione avviene per rottura chimica dell'emulsione, centrifugazione o evaporazione sottovuoto, con l'obiettivo di ottenere un'acqua scaricabile e una frazione concentrata da smaltire.
Quella frazione, sia essa l'olio recuperato in centrifuga o il concentrato di fondo dell'evaporatore, è classificata 19.02.07*. Il rifiuto in ingresso era già pericoloso e il processo ha concentrato gli inquinanti, quindi l'asterisco è coerente. Il volume prodotto è molto inferiore a quello ricevuto, ma la movimentazione va registrata con precisione; un software per RENTRI riduce gli errori di trascrizione tra registro e formulari.
Nei porti, gli impianti autorizzati ricevono acque di sentina, slop e residui di lavaggio cisterne conferiti dalle navi. Si tratta di acque fortemente contaminate da idrocarburi e sedimenti che vengono trattate con sedimentazione, separazione API o a pacchi lamellari, a volte con centrifughe per spingere la separazione della fase oleosa.
L'olio separato e i concentrati di fondo costituiscono il 19.02.07*, perché derivano da un processo di separazione applicato a un rifiuto conferito e non da un'attività diretta della nave. Il flusso viene poi avviato a recupero energetico o a ulteriore trattamento. Le quantità sono rilevanti e i conferimenti frequenti, per cui la gestione rifiuti con RENTRI richiede un registro aggiornato con puntualità e movimenti riconciliati con i FIR.