Cosa rientra nel codice EER 17.05.07*, perché il pietrisco per massicciate ferroviarie contenente sostanze pericolose è rifiuto pericoloso e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose
Il codice EER 17.05.07* identifica il pietrisco per massicciate ferroviarie contenente sostanze pericolose. Il pietrisco, o ballast, è lo strato di pietre frantumate su cui poggiano traversine e binari. Con gli anni si sporca di oli, grassi, residui di erbicidi, creosoto delle traversine e polveri metalliche, e può diventare un rifiuto pericoloso.
In pratica vi rientrano il pietrisco rimosso durante il rinnovo dei binari in aree con perdite di oli, in stazioni e depositi di locomotive, nei punti di lavaggio e di carico di carburanti, e nelle tratte trattate con diserbanti. La classificazione deriva da campionamenti e da analisi chimiche. Le contaminazioni derivano da oli, da carburanti, da diserbanti e da altre sostanze rilasciate nel tempo lungo i binari.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 17.05. Ha come voce gemella non pericolosa la 17.05.08. Si distingue dalle terre e rocce contaminate della voce 17.05.03*. L’origine ferroviaria porta a una gestione propria.
L’asterisco segnala la pericolosità: il pietrisco va caratterizzato prima del rinnovo, stoccato su superfici impermeabili e consegnato a impianti di trattamento o a discariche autorizzate. Per un gestore di infrastruttura ferroviaria, un software per RENTRI che registri a parte il pietrisco pericoloso, con campagne di analisi e destinatario, aiuta a distinguerlo dal pietrisco pulito.
Il rinnovamento dei binari produce migliaia di tonnellate di pietrisco. Nelle aree sensibili, come depositi e scali, la contaminazione richiede analisi puntuali. Nelle stazioni di manovra e nei depositi, perdite di olio e di carburante possono contaminare il ballast.
Il pietrisco si campiona prima dei lavori; quello pericoloso si separa e si invia a impianti di trattamento o a discariche autorizzate.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra il pietrisco pericoloso per tratta e per campagna, e collega le analisi ai carichi.
Le imprese che rinnovano le linee estraggono il pietrisco con macchine specializzate, che lo vagliano e lo separano dal materiale fine. La macchina vagliatrice separa i fini, che concentrano i contaminanti, dal pietrisco grosso, che si può spesso riutilizzare.
Il materiale di scarto si carica su carri o su camion; la separazione tra pietrisco pulito e sporco riduce i volumi da smaltire. Il carico segue un piano concordato con l’impianto.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa di tenere ordinati i carichi per cantiere e per impianto.
Gli impianti specializzati lavano il pietrisco contaminato per recuperare la frazione grossolana e smaltire il residuo. Il lavaggio a umido staccano gli inquinanti dai ciottoli, e l’acqua si tratta in impianti dedicati. Il pietrisco pulito torna a un impiego ordinario, mentre il fango è un rifiuto da gestire a parte.
Il trattamento richiede spazi attrezzati, vasche di raccolta e impianti di depurazione delle acque di processo.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni carico al cantiere e alle analisi.