17.05.06 · 2026-09-29 · 01:32:28
Cosa rientra nel codice EER 17.05.06, come si distingue dalla voce a specchio 17.05.05* e quali attività lo producono. Con note pratiche per la registrazione nel gestionale RENTRI.
materiale di dragaggio, diverso da quello di cui alla voce 17 05 05
Il codice EER 17.05.06 identifica il materiale di dragaggio non pericoloso, cioè i sedimenti rimossi dal fondo di porti, canali, fiumi, laghi e bacini artificiali durante interventi di manutenzione o di approfondimento dei fondali. Si tratta in prevalenza di sabbie, limi e argille miste ad acqua, spesso con frazioni organiche e residui vegetali. Una volta portati in superficie e destinati allo smaltimento o al recupero, questi sedimenti diventano rifiuto e vanno classificati.
La voce sta nel capitolo 17, dedicato ai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, perché il dragaggio è a tutti gli effetti un'attività di cantiere: movimenta materiale con mezzi meccanici, produce volumi rilevanti, richiede aree di deposito temporaneo e trasporto. Il sottogruppo 17.05 raccoglie terra, rocce e appunto materiale di dragaggio.
Il 17.05.06 è una voce a specchio. La gemella pericolosa è la 17.05.05*, che si applica quando i sedimenti contengono sostanze pericolose, tipicamente metalli pesanti, idrocarburi o composti organici accumulati nel fondale nel corso degli anni. La scelta tra le due voci dipende dalla caratterizzazione analitica del sedimento, non dal luogo in cui viene prelevato. Un porto commerciale può restituire materiale pulito, un piccolo canale urbano può restituire materiale contaminato.
Attenzione a non confondere questa voce con i fanghi di perforazione o i fanghi bentonitici da pali trivellati e micropali: quelli derivano da scavo e trivellazione e seguono codici diversi. Nella gestione rifiuti con RENTRI la corretta attribuzione del codice in fase di produzione evita correzioni successive su registri e formulari.
Le imprese che operano nei porti eseguono dragaggi di manutenzione per mantenere i pescaggi nei bacini di evoluzione, lungo le banchine e negli imbocchi. Il sedimento viene sollevato con draghe a benna, a secchie o aspiranti, poi scaricato in bettoline o direttamente a terra in vasche di colmata o aree di essiccazione.
Quando le analisi escludono la presenza di sostanze pericolose, il materiale destinato a smaltimento o recupero prende il codice 17.05.06. I quantitativi sono elevati e spesso gestiti per campagne di lavoro, con più conferimenti al giorno. Un software per RENTRI aiuta a registrare le movimentazioni senza perdere il legame tra lotto analizzato e formulario emesso.
I consorzi di bonifica e gli enti che gestiscono la rete irrigua e scolante intervengono periodicamente per riprofilare canali, fossi e collettori interrati da limo e vegetazione. Lo scavo avviene di norma con escavatori cingolati dalla sponda, con il materiale accumulato temporaneamente lungo l'argine per la perdita d'acqua.
Se il sedimento non può essere riutilizzato in loco e viene avviato a impianto, va classificato. In assenza di contaminanti si applica il 17.05.06. La particolarità di queste realtà è la frammentazione dei cantieri: tanti tratti brevi, distribuiti su un territorio ampio. Un gestionale RENTRI centralizza registri e formulari delle diverse unità locali e semplifica la rendicontazione.
Le imprese edili che realizzano difese spondali, briglie, attraversamenti o interventi di riqualificazione degli alvei devono spesso rimuovere il sedimento accumulato nel tratto di fiume interessato dai lavori. La rimozione serve a preparare il piano di posa delle opere o a ripristinare la sezione di deflusso.
Il materiale estratto, composto da ghiaie, sabbie e limi saturi d'acqua, rientra nel 17.05.06 quando le analisi confermano l'assenza di sostanze pericolose. In cantiere convive con altri rifiuti del capitolo 17, come terre e rocce da scavo o inerti da demolizione, e la tenuta corretta dei registri richiede attenzione ai codici. La gestione rifiuti con RENTRI permette di distinguere i flussi e tenere traccia dei conferimenti a impianti di recupero o discarica.