Cosa rientra nel codice EER 17.05.04, cosa sono terre e rocce non pericolose e quali attività le producono, da cantieri edili a opere infrastrutturali. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03
Il codice EER 17.05.04 identifica terre e rocce diverse da quelle della voce 17.05.03*, cioè prive di sostanze pericolose. Sono materiali di scavo come terra naturale, sabbia, ghiaia, argilla e roccia frantumata, che risultano dagli sbancamenti, dalle fondazioni e dai lavori di cantiere e che non superano i limiti di contaminazione.
In pratica vi rientrano le terre di sbancamento di edifici, le terre di scavo di trincee e di sotto-servizi, i materiali di scavo di gallerie e di opere stradali, e le terre di risulta delle sistemazioni di aree. Una parte rilevante si riutilizza in sito o altrove come sottoprodotto, con le condizioni di legge. Il riutilizzo delle terre da scavo come sottoprodotto richiede un piano e dichiarazioni, ed è disciplinato da norme specifiche.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 17.05 ed è la gemella non pericolosa della 17.05.03*. È il flusso più voluminoso dei cantieri. Quando le terre si riutilizzano nel rispetto delle norme sulle terre e rocce da scavo, non sono rifiuti.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione si basa su analisi che escludano contaminazioni. Per un’impresa edile o stradale, un gestionale RENTRI che registri a parte le terre gestite come rifiuto, con le analisi, aiuta a distinguerle da quelle riutilizzate come sottoprodotto.
Ogni scavo per fondazioni e interrati produce terre in quantità. La scelta tra riutilizzo e rifiuto dipende dalle analisi e dalla possibilità di impiego.
Le terre pulite si riutilizzano in sito, si portano ad altri cantieri come sottoprodotto o si inviano a impianti di recupero di inerti. Le terre pulite sono una risorsa per altri cantieri.
Con un software per RENTRI l’impresa registra le uscite di terre per cantiere e per impianto, e mostra la quota riutilizzata in sito.
Strade, ferrovie, reti e gallerie movimentano grandi volumi di terre e rocce, da gestire con piani di utilizzo approvati.
Il materiale si caratterizza prima dello scavo; l’eccedenza si destina a ripristini ambientali, a recuperi o a impianti autorizzati. Le gallerie producono grandi volumi di roccia, da utilizzare in parte come aggregato dopo il trattamento.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa stradale di collegare le terre eccedenti ai ripristini ambientali di destinazione.
Gli impianti di recupero ricevono terre e rocce, le vagliano, le frantumano e le reimmettono sul mercato come materie prime secondarie. Le terre vagliate si vendono come riempimento o come materiale per rilevati.
Ogni carico si accetta dopo verifica documentale e controllo visivo; i campionamenti periodici confermano la qualità. I campionamenti sono periodici e documentati.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero a registrare ogni partita con produttore e analisi.