17.05.05* · 2026-09-29 · 01:31:08
Il codice EER 17.05.05* copre i sedimenti dragati da porti, canali, fiumi e bacini quando la caratterizzazione analitica rileva sostanze pericolose. Chi lo produce, perché sta nel capitolo 17 e cosa cambia nella gestione rifiuti con RENTRI.
materiale di dragaggio contenente sostanze pericolose
Il codice 17.05.05* identifica i sedimenti rimossi dal fondo di porti, canali, fiumi, laghi e bacini artificiali quando le analisi rilevano sostanze pericolose in concentrazione tale da rendere il rifiuto pericoloso. Si tratta in genere di fanghi e limi con molta acqua e frazione fine prevalente, che nel tempo hanno accumulato metalli pesanti, idrocarburi, IPA, composti organostannici, PCB o residui di attività industriali e portuali depositati a monte.
Il codice sta nel capitolo 17 perché il catalogo tratta il dragaggio come un'operazione assimilabile allo scavo e al movimento terra, e nel sottogruppo 17.05 insieme a terra e rocce. Qui il materiale di dragaggio ha una propria coppia di voci: 17.05.05* per il caso pericoloso e 17.05.06 per quello non pericoloso. La scelta tra le due si fa con la caratterizzazione analitica del sedimento, campionato per strati e per aree, non a vista in cantiere.
L'asterisco cambia il percorso del rifiuto: limiti più stretti sul deposito temporaneo, trasportatori abilitati per la categoria pericolosa, impianti di destinazione idonei e tracciabilità puntuale di ogni movimentazione. Nella gestione rifiuti con RENTRI il codice va inserito sempre con l'asterisco e con le classi di pericolo HP attribuite dall'analisi. Un software per RENTRI ben impostato aiuta a tenere allineati registro cronologico, formulari e certificati analitici, riducendo gli errori di classificazione tra le due voci del sottogruppo.
Le imprese che eseguono l'escavo dei fondali in porti commerciali, turistici e cantieristici sono il produttore tipico del 17.05.05*. Il sedimento portuale raccoglie decenni di scarichi navali, residui di vernici antivegetative a base di stagno e rame, idrocarburi da rifornimenti e carenaggi, metalli pesanti da attività industriali sulle banchine.
Prima dell'intervento il fondale viene caratterizzato per celle e per profondità. Le porzioni che superano i limiti per la pericolosità vengono dragate separatamente con benne ambientali o draghe aspiranti e conferite in casse di colmata idonee o a impianti autorizzati. Il gestionale RENTRI serve a distinguere i lotti pericolosi da quelli codificati 17.05.06, con formulari e registri coerenti con i certificati di analisi.
I consorzi di bonifica e le imprese che lavorano per loro puliscono canali irrigui, scolmatori, casse di espansione e tratti fluviali arginati. Nella maggior parte dei casi il sedimento è terra e limo puliti, ma a valle di aree industriali, di scarichi storici o di vecchie discariche il fango può contenere metalli, idrocarburi o composti organici persistenti sopra soglia.
Quando la caratterizzazione lo conferma, il materiale asportato con escavatori a braccio lungo o piccole draghe va gestito come 17.05.05*. La difficoltà pratica è la variabilità lungo il tracciato: un tratto pulito e uno contaminato possono distare poche centinaia di metri. La gestione rifiuti con RENTRI aiuta a legare ogni carico al lotto analizzato e al punto di prelievo.
Le società specializzate in bonifiche intervengono su lagune, laghi, darsene industriali e bacini di decantazione dove il sedimento è il principale serbatoio della contaminazione. Ex poli chimici, raffinerie dismesse e aree siderurgiche hanno lasciato sul fondo mercurio, PCB, IPA, diossine e idrocarburi pesanti che si ritrovano concentrati nella frazione fine.
In questi cantieri speciali il dragaggio è parte del progetto di bonifica approvato e il sedimento esce quasi sempre come 17.05.05*. Il materiale viene disidratato in loco con geotubi o filtropresse, poi avviato a trattamento o discarica per pericolosi. Le acque separate seguono un percorso proprio. Un software per RENTRI con anagrafica dei lotti e archivio dei rapporti di prova rende sostenibile la tracciabilità su volumi che spesso superano le decine di migliaia di metri cubi.