Cosa rientra nel codice EER 16.06.06*, perché gli elettroliti di batterie e accumulatori oggetto di raccolta differenziata sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
elettroliti di batterie e accumulatori, oggetto di raccolta differenziata
Il codice EER 16.06.06* identifica gli elettroliti di batterie e accumulatori oggetto di raccolta differenziata. L’elettrolito è il liquido che permette il passaggio di corrente nella batteria: acido solforico diluito nelle batterie al piombo, soluzioni di idrossido di potassio in quelle al nichel, soluzioni alcaline e organiche in altre. Quando si raccoglie a parte rispetto alla batteria, è un rifiuto pericoloso.
In pratica vi rientrano l’acido delle batterie al piombo svuotate prima del trattamento, l’elettrolito scolato dalle batterie industriali e stazionarie, i liquidi raccolti in occasione di sostituzioni o di perdite. La raccolta separata è tipica degli impianti di smaltimento di batterie, che drenano l’acido prima della frantumazione. L’acido di una batteria al piombo è una soluzione di acido solforico diluita, e il suo contatto con la pelle e con gli occhi richiede protezioni specifiche.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.06. Si distingue dalle batterie intere con l’elettrolito, che hanno le voci 16.06.01* e seguenti, e dagli acidi del capitolo 06 e 11. È un rifiuto corrosivo, da non sversare né neutralizzare in proprio.
L’asterisco segnala la pericolosità: l’elettrolito va raccolto in contenitori resistenti agli acidi, mai in metallo, e consegnato a ditte autorizzate al trattamento. Per un impianto di trattamento batterie o per un gestore di batterie stazionarie, un gestionale RENTRI che registri l’elettrolito raccolto, con volume e destinatario, aiuta a distinguerlo dalle batterie intere.
Gli impianti che trattano le batterie esauste drenano l’elettrolito prima di frantumare il contenitore. L’acido solforico raccolto è un rifiuto da trattare o da riutilizzare nella chimica.
L’acido si raccoglie in serbatoi di materiale plastico resistente alla corrosione e si invia a neutralizzazione o a riutilizzo presso impianti autorizzati.
Con un software per RENTRI l’impianto di trattamento registra l’acido drenato dalle batterie per periodo, con il volume avviato a neutralizzazione o a riutilizzo, accanto alle batterie ricevute.
I gestori di grandi gruppi di continuità e di centrali di telecomunicazione sostituiscono batterie a elementi liquidi, il cui elettrolito può essere raccolto in occasione di rabbocchi e sostituzioni.
L’elettrolito si raccoglie con attrezzature antiacido e si consegna a ditte specializzate; la sostituzione di intere batterie è la pratica più comune.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al gestore di centrali di telecomunicazione di collegare ogni scarico di elettrolito alla sostituzione delle batterie, e di conservare il documento della ditta incaricata.
Le officine che riparano e ricondizionano batterie industriali raccolgono elettroliti esauriti o contaminati. Anche i volumi modesti vanno gestiti correttamente.
L’elettrolito si travasa in taniche in polietilene etichettate, con i dispositivi di protezione per chi opera, e si consegna a ditte autorizzate.
Un gestionale RENTRI aiuta l’officina batterie a registrare i pochi ritiri di elettrolito contaminato, con la data, il volume e la ditta che li prende in carico.