Cosa rientra nel codice EER 16.06.01*, perché le batterie al piombo esauste sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono, da autofficine a impianti fotovoltaici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
batterie al piombo
Il codice EER 16.06.01* identifica le batterie al piombo, cioè gli accumulatori a piombo-acido usati per l’avviamento dei veicoli, per l’alimentazione di mezzi industriali, per i gruppi di continuità e per l’accumulo di energia da fonti rinnovabili. Contengono piombo, acido solforico e plastica, e sono rifiuti pericolosi.
In pratica vi rientrano le batterie di auto, moto, camion, trattori e imbarcazioni, quelle dei carrelli elevatori e delle macchine di pulizia, le batterie stazionarie dei gruppi di continuità, degli impianti di emergenza e delle telecomunicazioni. Il riciclo del piombo è tra i più efficienti, con oltre il novanta per cento del materiale recuperato. Una batteria d’auto pesa in media una quindicina di chilogrammi, e il piombo che contiene torna quasi tutto in un nuovo accumulatore.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 16.06, dedicato a batterie e accumulatori. Si distingue dalle batterie al nichel-cadmio della voce 16.06.02*, da quelle al mercurio della 16.06.03* e dagli elettroliti della 16.06.06*. In Italia, la raccolta è affidata a un consorzio obbligatorio.
L’asterisco segnala la pericolosità: le batterie vanno stoccate in posizione verticale, al coperto, su un piano impermeabile, senza rovesciare l’acido, e consegnate al consorzio o a ditte autorizzate. Per un’officina o una rivendita, un gestionale RENTRI che registri i ritiri di batterie esauste, con peso, data e consorzio di destinazione, evita di ricostruire a memoria le uscite del magazzino.
Le officine sostituiscono le batterie dei veicoli e le rivendite ritirano quelle vecchie dei clienti. Le batterie esauste si accumulano in un’area del magazzino.
Si stoccano su pallet o in contenitori antiacido, in posizione verticale, e si consegnano al consorzio obbligatorio o a ditte autorizzate, con il documento di trasporto.
Con un software per RENTRI l’officina registra ogni ritiro di batterie con peso e data, e archivia accanto la copia del documento che il consorzio rilascia al momento del prelievo.
I carrelli elevatori elettrici, le macchine di pulizia e i veicoli industriali hanno batterie di trazione di grande peso, che si sostituiscono a fine vita, dopo alcuni anni.
La batteria si rimuove con mezzi di sollevamento e si consegna a ditte specializzate o al fornitore della nuova batteria, che spesso la ritira.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda con una flotta di carrelli di collegare ogni batteria sostituita al mezzo e al fornitore, e di avere sotto mano lo storico dei cambi.
Gli impianti di riciclo frantumano le batterie, separano plastica, acido e piombo, e rifondono il metallo per produrre nuovo piombo di qualità.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale e della integrità delle batterie; i materiali separati rientrano in altre filiere.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di riciclo a registrare ogni carico con il produttore, il peso e la verifica di integrità, e a ricostruire il percorso del piombo dalle batterie al lingotto.