EER 14.06.04*: fanghi con solventi alogenati e RENTRI

14.06.04* · 2026-09-28 · 23:08:34

Codice EER 14.06.04*

fanghi o rifiuti solidi contenenti solventi alogenati

Cosa rientra nel codice EER 14.06.04*, perché è un rifiuto pericoloso assoluto e quali attività lo producono. Con qualche nota pratica sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

fanghi o rifiuti solidi, contenenti solventi alogenati

Inquadramento

Il codice 14.06.04* raccoglie i residui non liquidi che si formano quando si usano o si recuperano solventi alogenati, cioè solventi organici con atomi di cloro, fluoro o bromo nella molecola: percloroetilene, tricloroetilene, diclorometano, per citare i più diffusi. Non è il solvente esausto in sé, che ha un proprio codice nella stessa sezione, ma la frazione che resta sul fondo: morchie di distillazione, fanghi di decantazione dei bagni di lavaggio, filtri e polveri impregnate, croste raschiate dalle vasche.

Il capitolo 14 riguarda solventi, refrigeranti e propellenti di scarto che non arrivano da processi di sintesi chimica (capitolo 07) né dalla produzione e uso di vernici, adesivi e inchiostri (capitolo 08). Il sottogruppo 14.06 distingue i rifiuti per famiglia chimica e stato fisico. Qui la parola che pesa è alogenati: separa questo codice dal 14.06.05*, riservato ai fanghi con altri solventi, e la distinzione va fatta a monte, perché le due frazioni seguono filiere di trattamento diverse.

L'asterisco indica una voce pericolosa assoluta. Il rifiuto è pericoloso per definizione, senza che serva una caratterizzazione per stabilirlo. Nella pratica questo comporta stoccaggio in contenitori chiusi, identificazione chiara del contenuto e tracciabilità completa fino all'impianto di destinazione. Per il produttore la gestione rifiuti con RENTRI passa dalla corretta registrazione del codice nel registro cronologico e nei formulari, ed è proprio sulle voci vicine tra loro, come 14.06.04* e 14.06.05*, che un gestionale RENTRI con anagrafiche impostate bene evita gli errori più comuni.

Lavanderia a secco

Le lavanderie che lavorano a secco con percloroetilene sono tra i produttori più tipici del 14.06.04*. La macchina di lavaggio recupera il solvente in continuo tramite un distillatore interno. Quello che resta nel fondo del distillatore è una morchia densa di grassi, tensioattivi, tinture e fibre, ancora carica di percloroetilene.

A questa si aggiungono i filtri a cartuccia esausti e la lanugine raccolta nei filtri a bottone, entrambi impregnati di solvente. Sono materiali solidi o semisolidi, non pompabili, e per questo il codice corretto non è quello del solvente liquido esausto. Il volume per singolo esercizio è contenuto, ma si tratta di produzione continuativa, con conferimenti periodici che vanno annotati con regolarità nel registro tramite un software per RENTRI o su supporto cartaceo secondo il regime applicabile.

Officina meccanica e lavaggio metalli

Nelle officine meccaniche e nei reparti di trattamento superficiale lo sgrassaggio dei pezzi si fa spesso in impianti a circuito chiuso o in vasche a vapore che usano tricloroetilene, percloroetilene o altri clorurati. Il solvente scioglie oli da taglio, paste lucidanti e protettivi, poi viene distillato e rimesso in ciclo.

Con il tempo sul fondo della vasca e nel distillatore si accumulano olio pesante, trucioli, polvere metallica e residui di sale separati dal solvente. La frazione che si scarica è un fango o una crosta, contenente ancora solvente alogenato in quantità significativa. Va tenuta separata dai fanghi con solventi non alogenati, altrimenti l'impianto di destinazione non può trattare correttamente il lotto. Il codice 14.06.04* va indicato sul formulario per ogni conferimento e riportato nel registro cronologico.

Impianto di rigenerazione solventi

Gli impianti che ritirano solventi esausti da terzi e li riportano a specifica per distillazione producono il 14.06.04* in modo strutturale. La colonna o il distillatore separano il solvente pulito, e nel bollitore si concentrano tutto il resto: resine, pigmenti, grassi, polimeri e inerti trascinati dal cliente.

Quando il carico lavorato è a base di solventi clorurati o fluorurati, il fondo di distillazione è un residuo pastoso o solido, ancora ricco di solvente alogenato non recuperabile economicamente. Per un impianto di questo tipo i quantitativi sono rilevanti e la corretta attribuzione tra 14.06.04* e 14.06.05* dipende dalla tracciabilità del lotto in ingresso. Un gestionale RENTRI che colleghi i carichi ricevuti ai residui prodotti aiuta a documentare questa catena senza ricostruzioni a posteriori.

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