Cosa rientra nel codice EER 14.06.04*, perché i fanghi o i rifiuti solidi contenenti solventi alogenati sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono, dai residui di distillazione ai filtri. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi o rifiuti solidi, contenenti solventi alogenati
Il codice EER 14.06.04* identifica i fanghi o i rifiuti solidi contenenti solventi alogenati. Sono i residui che restano dopo l’uso e il recupero dei solventi clorurati e bromurati: i fondi di distillazione, i fanghi di filtrazione, i carboni attivi e i materiali impregnati, in cui il solvente è ancora presente in quantità rilevante.
In pratica vi rientrano i fondi dei distillatori di solventi clorurati, i fanghi delle macchine di lavanderia a secco, i filtri e le cartucce impregnati, i carboni attivi esausti saturi di solventi alogenati e gli stracci o gli assorbenti contaminati. La pericolosità deriva dal solvente e dai residui trattenuti. I fondi di distillazione dei solventi clorurati sono densi e carichi di sporco, di oli e di sostanze insolubili.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 14.06. Si distingue dai solventi liquidi della voce 14.06.02* e dai fanghi con solventi non alogenati della voce 14.06.05*. Gli stracci contaminati hanno anche una voce nel capitolo 15.
L’asterisco segnala la pericolosità: i fanghi e i solidi vanno raccolti in contenitori chiusi, per ridurre le emissioni di vapori, e conferiti a impianti autorizzati alla termodistruzione. Per lavanderie, centri di recupero e impianti di abbattimento, un software per RENTRI che registri i fondi e i carboni esausti, con peso e destinatario, aiuta a mantenerli distinti dai solventi liquidi.
Il distillatore delle macchine a percloroetilene produce un fondo denso, ricco di tessuti, di grassi e di solvente residuo, oltre ai filtri esausti. La lavanderia a secco produce fondi di distillazione a ogni ciclo di rigenerazione, e il loro volume dipende dai capi trattati.
I fondi e i filtri si raccolgono in contenitori metallici chiusi e si consegnano a ditte autorizzate; il corretto drenaggio dei filtri riduce il solvente perso.
Con un gestionale RENTRI la lavanderia registra le uscite di fondi e di filtri con data e quantità.
Chi distilla solventi clorurati per riutilizzarli ottiene un fondo di distillazione denso e carico di oli e di impurità. Il fondo è un rifiuto pericoloso, in quantità legate ai volumi lavorati.
I fondi si raccolgono ancora caldi in contenitori resistenti, si lasciano raffreddare e si consegnano a ditte autorizzate alla termodistruzione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda di recupero di collegare i fondi in uscita ai lotti di solvente distillati.
Gli impianti che trattano le emissioni di solventi alogenati con filtri a carbone attivo producono carboni saturi, da sostituire periodicamente. L’impianto di abbattimento dei vapori usa carboni attivi che si saturano, e la frequenza della sostituzione dipende dai volumi trattati.
I carboni esausti si raccolgono in contenitori chiusi e si inviano a rigenerazione o a termodistruzione presso impianti autorizzati.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di abbattimento a registrare le sostituzioni dei carboni e il destino di ciascun lotto.