Codice EER 13.03.10*: oli isolanti e termoconduttori

13.03.10* · 2026-09-28 · 22:43:17

Codice EER 13.03.10*

altri oli isolanti e oli termoconduttori

Il codice EER 13.03.10* raccoglie gli oli dielettrici e diatermici esausti che non trovano posto nelle voci specifiche del sottogruppo 13.03. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra nella gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

altri oli isolanti e oli termoconduttori

Inquadramento

Il codice EER 13.03.10* chiude il sottogruppo 13.03, dedicato agli oli isolanti e agli oli termoconduttori usati. Si tratta di una voce residuale: raccoglie gli oli dielettrici e diatermici esausti che non rientrano nelle voci precedenti del sottogruppo, quelle che distinguono gli oli contenenti PCB, i minerali clorurati e non clorurati, i sintetici e i facilmente biodegradabili. Quando la composizione non permette di collocare il rifiuto in una di queste categorie, oppure quando si tratta di miscele non riconducibili a una sola famiglia, si ricorre al 13.03.10*.

Il capitolo 13 riguarda gli oli esauriti e i residui di combustibili liquidi, con l'esclusione degli oli commestibili e degli oli trattati nei capitoli 05, 12 e 19. Gli oli isolanti lavorano nei trasformatori, negli interruttori e nei condensatori; gli oli termoconduttori circolano nei circuiti di riscaldamento indiretto degli impianti industriali. In entrambi i casi il fluido, con il tempo, si ossida, si contamina e va sostituito.

L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in via assoluta: la classificazione non dipende da analisi sulle concentrazioni di sostanze pericolose. Questo pesa su deposito, etichettatura, trasporto e tracciabilità. Chi gestisce la documentazione con un software per RENTRI riporta il codice con l'asterisco e descrive il rifiuto in modo coerente con la voce ufficiale, evitando confusioni con gli oli motore del sottogruppo 13.02.

Impresa di manutenzione di trasformatori e cabine elettriche

Le imprese che revisionano trasformatori in olio, interruttori e cabine di media tensione svuotano periodicamente i serbatoi per sostituire il fluido dielettrico degradato o per intervenire sugli avvolgimenti. L'olio scaricato contiene umidità, particelle metalliche, prodotti di ossidazione e talvolta gas disciolti. Se la caratterizzazione non permette di collocarlo nei codici specifici del sottogruppo 13.03, oppure se in officina si sono uniti fluidi provenienti da macchine diverse, il rifiuto viene assegnato al 13.03.10*.

Il deposito avviene in fusti o cisternette dedicate, separate dagli oli lubrificanti e dagli oli con sospetta presenza di PCB. Chi lavora con un gestionale RENTRI registra il movimento con il codice asteriscato e conserva le analisi che giustificano la scelta della voce.

Stabilimento chimico con impianti a olio diatermico

Nella produzione di resine, vernici, adesivi e intermedi chimici il calore arriva spesso da circuiti chiusi a olio diatermico, che scaldano reattori e scambiatori senza ricorrere a vapore in pressione. Il fluido lavora per anni a temperature alte e col tempo si cracca, forma morchie e perde le caratteristiche termiche. La sostituzione totale o parziale della carica produce un olio termoconduttore esausto, spesso a base sintetica o mista, che quando non è attribuibile con certezza alle voci specifiche del sottogruppo finisce nel 13.03.10*.

Lo scarico di un circuito genera quantità rilevanti in una volta sola, per cui lo stabilimento pianifica il ritiro con il gestore autorizzato e aggiorna la gestione rifiuti con RENTRI subito dopo lo svuotamento, con la quantità effettiva pesata al carico.

Azienda alimentare con linee di frittura e forni industriali

Le linee di frittura continua, i forni a tunnel e gli impianti di essiccazione di molti stabilimenti alimentari sono riscaldati indirettamente da olio diatermico che scorre in serpentine e scambiatori. Il fluido non entra in contatto con il prodotto, ma si degrada come qualunque olio termico e va sostituito a intervalli programmati o dopo una contaminazione accidentale. Il rifiuto che ne deriva non ha nulla a che vedere con gli oli commestibili esausti, esclusi dal capitolo 13, e va tenuto distinto anche fisicamente nel deposito.

Quando la composizione non consente una voce più precisa, l'azienda usa il 13.03.10*, con contenitori chiusi ed etichettati e registrazione tramite software per RENTRI, indicando la provenienza dal circuito termico e non dalla linea di prodotto.

Non hai ancora Rifiù?

Scarica l'app per partecipare al programma Rifiù è gratis e utilizzare tutti i servizi.

Rifiù newsletter

Iscriviti per ricevere gli ultimi aggiornamenti