Cosa rientra nel codice EER 13.03.10*, perché gli altri oli isolanti e termoconduttori sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
altri oli isolanti e oli termoconduttori
Il codice EER 13.03.10* identifica gli altri oli isolanti e termoconduttori, cioè quelli che non trovano posto nelle voci specifiche del sottocapitolo 13.03. È una voce residuale per i fluidi dielettrici e di scambio termico esausti, da usare solo quando nessun codice più preciso è applicabile.
In pratica vi rientrano le miscele di oli isolanti e termoconduttori di tipi diversi, di cui non è possibile distinguere la natura, gli oli di apparecchi contaminati da altre sostanze, i fluidi di composizione non nota raccolti da apparecchiature dismesse e i fondi di serbatoi. Per questi la caratterizzazione è essenziale. Gli oli termoconduttori lavorano a temperature elevate e si degradano nel tempo, formando residui carboniosi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.03. Prima di usarla va verificato che non sia applicabile una voce più specifica, come gli oli minerali, sintetici o biodegradabili. La miscelazione di oli diversi ne peggiora il valore.
L’asterisco segnala la pericolosità: i fluidi vanno raccolti in contenitori idonei e conferiti a ditte autorizzate. Per un’impresa di dismissione di apparecchiature elettriche, un software per RENTRI che registri a parte i fluidi di composizione incerta, con analisi e destinatario, aiuta a mantenere ordinata una voce di raccordo.
Chi smantella trasformatori, condensatori e apparecchi elettrici dismessi raccoglie fluidi di composizione non nota, che vanno analizzati prima del conferimento. L’analisi del contenuto di PCB è il primo passo per scegliere la destinazione.
I fluidi si estraggono con attrezzature dedicate, si analizzano e si consegnano a impianti autorizzati; la documentazione indica il sito di provenienza. Le cisterne sono etichettate.
Con un gestionale RENTRI l’impresa registra le uscite di fluidi per apparecchio e per cliente.
Gli impianti con circuiti di fluido termico di vario tipo, rabboccati nel tempo con prodotti diversi, producono, alla sostituzione, un fluido misto. Il fluido esausto contiene residui carboniosi.
Il fluido si raccoglie in contenitori idonei, con la scheda di caratterizzazione, e si consegna a ditte autorizzate. I fluidi termici vanno raccolti a freddo, dopo lo spegnimento dell’impianto, e conservati in contenitori adatti alle alte temperature residue.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’officina di tenere in ordine i ritiri di fluido termico per impianto.
Gli operatori che ricevono oli di varia origine li analizzano e li classificano. I lotti di composizione incerta si destinano a trattamenti non selettivi. Gli oli di origine certa e di composizione nota si avviano a rigenerazione, con un valore maggiore.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale e analitico; il lotto misto si destina a recupero energetico o a trattamento. I lotti incerti vanno a trattamento prudenziale.
Un software per RENTRI aiuta l’operatore a collegare ogni lotto al produttore e alla scheda.