Cosa rientra nel codice EER 13.03.06*, perché gli oli minerali isolanti e termoconduttori clorurati, diversi da quelli con PCB, sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli minerali isolanti e termoconduttori clorurati, diversi da quelli di cui alla voce 13 03 01
Il codice EER 13.03.06* identifica gli oli minerali isolanti e termoconduttori clorurati, diversi da quelli con PCB della voce 13.03.01*. Sono oli dielettrici o di scambio termico a base minerale che contengono composti clorurati, per additivi o per contaminazioni, ma in cui non sono presenti i PCB oltre le soglie.
In pratica vi rientrano gli oli di trasformatori e di apparecchi elettrici contaminati da solventi clorurati, gli oli termoconduttori di impianti industriali che hanno ricevuto sostanze alogenate, e gli oli di apparecchi decontaminati ma ancora con cloro residuo. La presenza di cloro rende più difficile rigenerare l’olio. Gli oli isolanti clorurati diversi dai PCB sono presenti in vecchi apparecchi, e il loro contenuto di cloro va verificato con le analisi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.03. Si distingue dagli oli con PCB della voce 13.03.01* e dagli oli non clorurati della voce 13.03.07*, che sono di gran lunga i più comuni.
L’asterisco segnala la pericolosità: l’olio clorurato va tenuto separato dagli altri oli e conferito a ditte autorizzate. Per un’industria con trasformatori, un gestionale RENTRI che registri a parte gli oli clorurati, con la data di sostituzione e il destinatario, aiuta a distinguerli dagli oli non clorurati.
Gli oli dei trasformatori, in servizio o dismessi, vengono analizzati prima della sostituzione. Se il cloro supera le soglie, ma i PCB no, il rifiuto è un olio clorurato.
L’olio si estrae con pompe dedicate, si raccoglie in contenitori etichettati e si consegna a ditte autorizzate; l’analisi del cloro orienta la destinazione.
Con un software per RENTRI l’industria registra ogni sostituzione di olio per apparecchio, e conserva le analisi sul contenuto di cloro.
Gli impianti con circuiti di olio diatermico per riscaldare processi industriali possono contaminarsi con solventi clorurati nel corso di riparazioni. L’olio esausto va caratterizzato.
L’olio si scarica con attenzione alle temperature, si raccoglie in contenitori idonei e si consegna a ditte autorizzate. Il cloro può formare composti corrosivi nella combustione, e per questo l’olio clorurato non va a rigenerazione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto con olio diatermico di collegare ogni ritiro al circuito da cui proviene.
Gli operatori che raccolgono oli industriali per la rigenerazione analizzano ogni carico per il contenuto di cloro e di PCB. I lotti con cloro vanno a impianti specifici.
Ogni carico si accetta dopo analisi; il lotto contaminato si separa e si destina a recupero energetico o a distruzione. Il lotto contaminato non si rigenera e va a recupero energetico o a trattamento dedicato.
Un gestionale RENTRI aiuta il centro di raccolta a registrare ogni carico con l’esito dell’analisi.