13.03.09* · 2026-09-28 · 22:41:53
Il codice EER 13.03.09* classifica gli oli isolanti e termoconduttori usati a base di fluidi facilmente biodegradabili, rifiuto pericoloso del capitolo 13. Cosa comprende, chi lo produce e come si inserisce nella gestione rifiuti con rentri.
oli isolanti e oli termoconduttori, facilmente biodegradabili
Il codice 13.03.09* identifica gli oli isolanti e gli oli termoconduttori usati che, per composizione, rientrano tra i fluidi facilmente biodegradabili. Si tratta in genere di esteri naturali o sintetici impiegati al posto degli oli minerali nei trasformatori, negli interruttori, nei condensatori e nei circuiti di trasferimento del calore. Quando il fluido viene sostituito, spurgato o recuperato da un'apparecchiatura dismessa, diventa rifiuto e prende questo codice.
La collocazione nel capitolo 13 dipende dalla natura del materiale: oli esauriti, distinti dagli oli commestibili e da quelli trattati nei capitoli 05, 12 e 19. Il sottogruppo 13.03 raccoglie gli oli isolanti e termoconduttori usati e li separa per composizione: fluidi con PCB, clorurati e non clorurati a base minerale, sintetici, e infine la voce dedicata ai biodegradabili. Per scegliere la voce corretta serve la scheda tecnica del fluido originale, non basta l'aspetto del liquido scaricato.
L'asterisco segnala che il rifiuto è pericoloso in via assoluta: la biodegradabilità non toglie la classificazione. In pratica il produttore tratta il materiale come olio usato pericoloso, lo tiene in contenitori dedicati senza mescolarlo con oli di altra natura e ne registra i movimenti nel sistema di tracciabilità in vigore. Chi lavora con un gestionale rentri ha interesse a codificare bene la voce fin dall'origine, perché correggere movimenti già trasmessi costa tempo.
Le imprese che fanno manutenzione su trasformatori di distribuzione, cabine MT/BT e quadri isolati in olio sostituiscono periodicamente il fluido dielettrico, oppure lo svuotano prima della rottamazione della macchina. Da anni una parte del parco installato, soprattutto in ambito urbano, ospedaliero e in aree sensibili, monta esteri naturali o sintetici al posto dell'olio minerale, per il minor rischio in caso di sversamento e per il punto di infiammabilità più alto.
Quando questo fluido esce dalla macchina, l'impresa lo raccoglie in fusti o cisternette e lo classifica con il codice 13.03.09*. L'attività è spesso itinerante, con rifiuti prodotti presso il cliente: gestire formulari e annotazioni con un software per rentri aiuta a tenere in ordine le partite che arrivano da cantieri diversi.
Friggitrici industriali in continuo, forni, essiccatoi e linee di confezionamento usano spesso un circuito chiuso a olio diatermico per scaldare le superfici di processo senza ricorrere al vapore. Nel settore alimentare la scelta cade di frequente su fluidi termovettori a bassa tossicità e rapida biodegradabilità, per limitare le conseguenze di una perdita nelle zone di lavorazione.
Con le ore di esercizio l'olio si degrada, forma residui carboniosi e perde capacità di scambio termico. Lo svuotamento del circuito, in occasione della manutenzione programmata, genera il rifiuto 13.03.09*. Lo stabilimento lo stocca separato dagli oli lubrificanti dei macchinari e lo affida a un raccoglitore autorizzato, registrando il movimento nel proprio sistema di gestione rifiuti con rentri.
Le aziende che stampano materie plastiche, gomma o compositi usano termoregolatori a olio per portare stampi e piastre a temperature superiori a quelle raggiungibili con l'acqua pressurizzata. Lo stesso vale per presse a caldo, calandre e reattori di piccola taglia. Molti impianti recenti hanno adottato fluidi termoconduttori a base di esteri, scelti anche per la compatibilità con le guarnizioni e per il profilo ambientale.
Il fluido invecchia per ossidazione e cracking termico; a intervalli l'azienda drena il circuito e ricarica. L'olio scaricato viene classificato 13.03.09*. Il volume è variabile e spesso frazionato tra più macchine: un gestionale rentri permette di accumulare i lotti nel deposito e di preparare la documentazione quando il carico raggiunge la quantità utile al ritiro.