EER 10.07.02 scorie e schiumature: guida e RENTRI

10.07.02 · 2026-09-28 · 19:20:53

Codice EER 10.07.02

scorie e schiumature della metallurgia di argento, oro e platino

Cosa identifica il codice EER 10.07.02, da quali lavorazioni nasce e come inquadrarlo nella gestione rifiuti con RENTRI. Un rifiuto non pericoloso, ma con metallo recuperabile al suo interno.

Descrizione ufficiale

scorie e schiumature della produzione primaria e secondaria

Inquadramento

Il codice EER 10.07.02 identifica le scorie e le schiumature che si formano durante la fusione e l'affinazione di argento, oro e platino. Le scorie sono la fase non metallica che si separa dal bagno fuso: ossidi, fondenti esausti, frammenti di crogiolo e refrattario, con una quota di metallo rimasto intrappolato. Le schiumature sono la crosta che galleggia in superficie e che viene tolta con attrezzi manuali o meccanici prima della colata.

La collocazione nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti da processi termici, dipende dall'origine del materiale: nasce in un forno, a temperature superiori al punto di fusione dei metalli trattati. Il sottogruppo 10.07 restringe il campo alla metallurgia termica di argento, oro e platino e la tiene separata da quella di rame, piombo, zinco o alluminio, che hanno sottogruppi propri con codici analoghi.

La descrizione copre sia la produzione primaria, cioè da minerale o concentrato, sia quella secondaria, che parte da rottami, sfridi e materiali di recupero. In Italia la seconda è di gran lunga la più diffusa.

Il codice non è pericoloso e quindi non porta asterisco. Questo non riduce l'attenzione da dedicargli: le scorie di metalli preziosi contengono spesso quantità recuperabili di metallo e vengono di norma cedute a impianti di recupero, anche perché hanno un valore economico. Chi le produce le tratta come un rifiuto a tutti gli effetti, con la registrazione dei movimenti che oggi passa da RENTRI per i soggetti tenuti, e come una risorsa da tracciare con la stessa cura dei lotti in lavorazione.

Raffineria di metalli preziosi

La raffineria riceve leghe, lingotti grezzi, sfridi e materiali di recupero e li porta a titolo commerciale attraverso fusione, ossidazione e successivi passaggi chimici ed elettrolitici. Nella fase termica il bagno viene trattato con fondenti come borace e carbonato di sodio, che catturano le impurità e formano la scoria.

A fine ciclo il crogiolo viene svuotato e la scoria raffreddata, frantumata e pesata. Una parte rientra in fusione per recuperare il metallo residuo, il resto esce come rifiuto con codice EER 10.07.02. Le quantità sono rilevanti e i cicli frequenti, per questo il carico nel registro cronologico è un'operazione quotidiana. Un gestionale RENTRI collegato alla pesa evita di ricopiare i dati a mano e riduce le discordanze tra magazzino e registro.

Impianto di recupero di metalli preziosi da rottami elettronici e catalizzatori

Chi tratta schede elettroniche, contatti, marmitte catalitiche esauste e ceneri di gioielleria lavora in produzione secondaria pura. Il materiale viene macinato, campionato e poi fuso in forni a induzione o a crogiolo per concentrare oro, argento e metalli del gruppo del platino in una lega da avviare all'affinazione.

La fusione di cariche così eterogenee produce scorie abbondanti, ricche di silicati e ossidi, e schiumature che vengono asportate a più riprese. Entrambe rientrano nel 10.07.02 quando il metallo target è argento, oro o platino. Molti di questi impianti sono intermediari e recuperatori insieme, con movimenti in ingresso e in uscita nella stessa giornata: un software per RENTRI che gestisce più unità locali e più ruoli è la condizione per non perdere il filo.

Fonderia orafa e argentiera

Le aziende di semilavorati e i laboratori orafi con reparto fusione producono lastre, fili, tubi e getti in microfusione partendo da leghe d'oro e d'argento. Ogni colata lascia nel crogiolo una scoria sottile e sulla superficie del bagno una schiumatura di ossidi che l'operatore toglie con la spatola prima di versare.

I volumi sono modesti rispetto a una raffineria, ma il contenuto di metallo fine è alto e nessuno butta via nulla senza pesarlo. La scoria si accumula in contenitori dedicati e viene ceduta periodicamente a un affinatore, che la acquista a titolo. Anche in questo caso il materiale viaggia come rifiuto con codice 10.07.02 e la gestione rifiuti con RENTRI richiede di allineare formulari, registro e i documenti di conferimento del metallo.

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