Cosa rientra nel codice EER 08.04.09*, perché gli adesivi e sigillanti di scarto con solventi o sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono, da falegnami a calzaturifici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose
Il codice EER 08.04.09* identifica gli adesivi e i sigillanti di scarto che contengono solventi organici o altre sostanze pericolose. Sono colle, mastici e sigillanti liquidi o pastosi che non vengono più utilizzati: rimanenze di barattoli, prodotti scaduti, miscele non conformi, residui di lavorazione.
In pratica vi rientrano le colle a solvente di calzaturifici e pelletterie, gli adesivi poliuretanici e epossidici bicomponenti, i sigillanti per l’edilizia a base di solventi o di isocianati, i mastici e le rimanenze di cartucce. Sono infiammabili e spesso nocivi per la salute, in alcuni casi sensibilizzanti per la pelle. Un adesivo poliuretanico indurisce a contatto con l’umidità dell’aria, e una cartuccia aperta e dimenticata si trasforma in un blocco duro in poche ore.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 08.04, dedicato ai rifiuti di adesivi e sigillanti, inclusi i prodotti impermeabilizzanti, nel capitolo 08. Ha come voce gemella non pericolosa la 08.04.10, che riguarda gli adesivi all’acqua privi di sostanze pericolose: la scelta dipende dalla scheda di sicurezza.
L’asterisco segnala la pericolosità: gli adesivi di scarto vanno conservati nei contenitori originali o in contenitori idonei, ben chiusi ed etichettati, lontano da fonti di calore e conferiti a ditte autorizzate. Per una falegnameria, un calzaturificio o un cantiere, un software per RENTRI che registri le rimanenze di colle e di sigillanti, con volume e destinatario, aiuta a tenere separati gli adesivi a solvente da quelli all’acqua.
Le aziende del legno e dell’arredo usano colle a solvente, poliuretaniche e a caldo. Le rimanenze nei contenitori, le colle scadute e i residui dei macchinari sono rifiuti pericolosi in quantità variabili.
I residui si raccolgono in contenitori dedicati, chiusi ed etichettati, e si fanno ritirare da ditte autorizzate; la scelta di prodotti all’acqua, ove possibile, riduce la pericolosità.
Con un gestionale RENTRI la falegnameria registra i ritiri di colle a solvente e di barattoli con residui per periodo, con data e quantità, e conserva le schede dei prodotti usati.
Nei distretti della calzatura e della pelletteria si usano colle a base solvente per assemblare tomaie e suole. Le colle scadute, i barattoli con residui e i pennelli imbrattati sono rifiuti pericolosi.
Il materiale si separa dagli scarti comuni, si conserva in contenitori chiusi e si consegna a ditte autorizzate; i solventi di lavaggio seguono un altro codice. Un inventario delle rimanenze a fine commessa aiuta a ridurre gli sprechi e a pianificare i ritiri.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al calzaturificio di collegare le colle scadute ai lotti di produzione, e di tenerle separate dagli scarti comuni nei registri.
Nei cantieri si usano sigillanti poliuretanici e siliconici, mastici e colle strutturali. Le cartucce non finite, i barattoli con residui e i prodotti scaduti sono rifiuti pericolosi quando i prodotti sono classificati.
I residui si raccolgono in un contenitore dedicato del cantiere e si consegnano a ditte autorizzate; i contenitori puliti e induriti seguono altri percorsi.
Un software per RENTRI aiuta l’impresa edile o il serramentista a registrare le cartucce non finite raccolte in cantiere, con il luogo di produzione e la ditta autorizzata.