08.04.17* · 2026-09-28 · 17:12:40
Il codice EER 08.04.17* identifica l'olio di resina, rifiuto pericoloso del ciclo di adesivi e sigillanti. Cosa contiene, chi lo produce e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.
olio di resina
L'olio di resina è una frazione oleosa che deriva dalla lavorazione delle resine, naturali o sintetiche, impiegate come materia prima o come componente nella formulazione di adesivi e sigillanti. Si presenta come un liquido viscoso, di colore ambrato o scuro, spesso con odore intenso, e può contenere residui di solventi, monomeri non reagiti e additivi di processo.
Il codice 08.04.17* rientra nel capitolo 08 perché il rifiuto nasce dal ciclo di produzione, formulazione, fornitura e uso di rivestimenti, adesivi, sigillanti e inchiostri. Il sottogruppo 08.04 restringe il campo agli adesivi e ai sigillanti, compresi i prodotti impermeabilizzanti: qui l'olio di resina compare come scarto di distillazione, come fondo di serbatoio, come residuo di lavaggio degli impianti o come partita fuori specifica non più utilizzabile.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. Nella pratica questo comporta la separazione dagli altri flussi, lo stoccaggio in contenitori idonei ed etichettati e una tracciabilità puntuale lungo tutta la filiera. Le caratteristiche di pericolo tipiche riguardano l'infiammabilità e l'irritazione per la pelle e le vie respiratorie, ma la classificazione va sempre verificata sulla base della scheda di sicurezza e delle analisi.
Per chi produce questo codice con regolarità, un gestionale RENTRI aiuta a tenere registro e movimentazioni in ordine, riducendo gli errori di trascrizione tra codice, quantità e destinazione.
Un impianto che produce adesivi e sigillanti lavora resine in quantità, le scioglie, le miscela con plastificanti e cariche, le porta in temperatura. In queste fasi l'olio di resina si forma come frazione di distillazione, come residuo sul fondo dei reattori o come materiale raccolto durante il lavaggio di linee e serbatoi tra un lotto e l'altro.
Anche le partite non conformi, troppo degradate o contaminate, finiscono in questo codice quando non possono essere recuperate nel ciclo produttivo. La quantità generata è spesso significativa e continua, per cui la registrazione in RENTRI diventa parte della routine di reparto, con pesate e lotti collegati a ogni movimentazione.
Le imprese che posano membrane, sigillanti e impermeabilizzanti liquidi impiegano prodotti a base di resine, spesso in bidoni o cartucce. In cantiere restano fondi di fusto non utilizzati, resina separata dal prodotto scaduto, residui del lavaggio di pompe e attrezzi con diluenti.
Questi materiali, quando conservano la natura oleosa e resinosa e non sono mescolati con altri rifiuti, vengono classificati con il codice 08.04.17*. Il problema tipico è la dispersione: piccole quantità raccolte in più cantieri e riportate in deposito. Un software per RENTRI consente di attribuire ogni carico al cantiere di origine e di ricostruire il flusso senza ricorrere a fogli volanti.
Le aziende che producono scatole, astucci e imballaggi flessibili usano adesivi hot melt e colle a base di resine per l'incollaggio di fondi, alette e accoppiati. Le vasche degli applicatori accumulano nel tempo una frazione oleosa degradata dal calore, che va spurgata insieme alle colate di adesivo esausto e ai residui di pulizia.
Quando questo materiale si presenta come olio di resina e non come adesivo solido, il codice corretto è 08.04.17*. Le quantità sono modeste ma ricorrenti, legate ai fermi macchina programmati. La gestione rifiuti con RENTRI permette di registrare ogni spurgo con data e peso, evitando che piccoli carichi restino fuori dal registro.