06.13.05* · 2026-09-28 · 14:47:17
Il codice EER 06.13.05* classifica la fuliggine dei processi chimici inorganici come rifiuto pericoloso. Cosa comprende, quali attività lo generano e come tracciarlo con un software per RENTRI.
fuliggine
Il codice EER 06.13.05* identifica la fuliggine, cioè il residuo carbonioso fine che resta dopo una combustione incompleta di combustibili o di materiali organici. Si presenta come polvere nera, leggera, che aderisce a pareti di camini, condotti, camere di combustione e sistemi di abbattimento fumi.
Il codice sta nel capitolo 06, rifiuti dei processi chimici inorganici, e nel sottogruppo 06.13, riservato ai rifiuti di questi processi non specificati altrimenti. La collocazione dice due cose. La prima è che la voce è pensata per la fuliggine prodotta in impianti chimici inorganici, non per la cenere di una stufa domestica. La seconda è che, in assenza di una voce più precisa nel capitolo, il codice raccoglie fuliggini di origine diversa purché riconducibili a quel contesto produttivo.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso per definizione: non esiste una voce specchio non pericolosa e la classificazione non dipende da un'analisi. La ragione sta nella composizione tipica della fuliggine, che concentra idrocarburi policiclici aromatici, metalli e altre sostanze adsorbite sulle particelle di carbonio. Per chi la produce questo significa applicare la gestione prevista per i rifiuti pericolosi, dal deposito separato al trasporto con soggetti autorizzati.
Con il passaggio al registro elettronico, la gestione rifiuti con RENTRI richiede che ogni movimentazione del 06.13.05* sia registrata con codice, quantità e destinazione coerenti. Un gestionale RENTRI serve proprio a tenere allineati questi dati senza ricostruzioni a fine mese.
Negli impianti che producono acidi, sali, pigmenti o altri composti inorganici la combustione è spesso parte del processo: forni di calcinazione, bruciatori per il riscaldamento dei reattori, torce per gli sfiati. Quando la combustione non è completa, sulle superfici interne di forni, condotti e camini si accumula fuliggine.
La rimozione avviene durante le fermate programmate. Il materiale, nero e polverulento, viene raccolto in big bag o fusti e classificato con il codice EER 06.13.05*. Essendo un rifiuto pericoloso per definizione, il deposito va tenuto separato dagli altri residui di impianto. Un gestionale RENTRI consente di registrare le quantità estratte a ogni fermata e di chiudere la tracciabilità fino al conferimento all'impianto di destinazione.
Le imprese che puliscono camini, canne fumarie e condotti di aspirazione presso stabilimenti industriali producono fuliggine come rifiuto principale della propria attività. L'operatore stacca i depositi con attrezzi meccanici o li aspira con macchine dotate di filtri, quindi confeziona il materiale in sacchi o contenitori chiusi.
Quando l'intervento riguarda impianti di produzione chimica inorganica, il residuo va classificato come 06.13.05*. La particolarità è che il manutentore lavora in stabilimenti altrui, quindi occorre chiarire con il committente chi compare come produttore nella documentazione. Un software per RENTRI usato direttamente in cantiere aiuta a inserire i dati nel momento in cui il rifiuto viene prodotto, evitando ricostruzioni a posteriori.
Le centrali termiche che servono stabilimenti del settore chimico inorganico bruciano spesso olio combustibile denso o altri combustibili liquidi pesanti. Questi combustibili contengono zolfo, vanadio e nichel; la combustione incompleta lascia nei fasci tubieri, nelle camere di combustione e nei camini una fuliggine ricca di metalli e di residui carboniosi.
La pulizia periodica delle caldaie, dei preriscaldatori e dei condotti fumi genera quantità che si misurano in centinaia di chili per intervento. Il rifiuto viene raccolto a secco o con aspiratori industriali e avviato a impianti autorizzati con il codice 06.13.05*. Chi gestisce più centrali sul territorio trova nella gestione rifiuti con RENTRI un modo per tenere in un solo archivio movimenti, formulari e giacenze.