Codice EER 06.13.01* biocidi inorganici e RENTRI

06.13.01* · 2026-09-28 · 14:41:32

Codice EER 06.13.01*

prodotti fitosanitari e biocidi inorganici, come gestirli con RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 06.13.01*, perché è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono. Con qualche nota pratica sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

prodotti fitosanitari, agenti conservativi del legno ed altri biocidi inorganici

Inquadramento

Il codice EER 06.13.01* raccoglie i rifiuti costituiti da prodotti fitosanitari, agenti conservativi del legno e altri biocidi a base inorganica. Sono sostanze formulate per uccidere o tenere sotto controllo organismi indesiderati: funghi, insetti, alghe, batteri, roditori. La matrice inorganica li distingue dai preparati a base organica, che trovano altre voci nel catalogo, e comprende in genere composti di rame, arsenico, cromo, zinco, boro, fluoruri e altri sali metallici in polvere o in soluzione.

La collocazione nel capitolo 06, rifiuti dei processi chimici inorganici, dipende dall'origine: la voce nasce per gli scarti della produzione e della formulazione di questi preparati. Il sottogruppo 06.13, non specificati altrimenti, è residuale e accoglie ciò che non rientra nelle voci più precise del capitolo. Nella pratica il codice viene richiamato anche per giacenze obsolete, resi e partite non conformi, quando la natura del materiale corrisponde a quella descritta.

L'asterisco indica una voce pericolosa senza corrispondente non pericolosa: il rifiuto è pericoloso per definizione, e l'individuazione delle caratteristiche di pericolo HP serve comunque per etichettatura, trasporto e accettazione in impianto. In azienda questo si traduce in deposito separato, contenitori integri e movimentazioni registrate. Con RENTRI registri e formulari passano su base digitale, e un gestionale rentri aiuta a tenere allineati codice, quantità e destinazione senza errori di trascrizione.

Impianto di impregnazione del legno

Gli impianti che trattano pali, travi e legname da esterno lavorano con soluzioni di sali inorganici, in passato a base di cromo, rame e arsenico, oggi più spesso rame e boro. Il prodotto arriva in polvere o come concentrato e viene diluito nelle vasche o nelle autoclavi.

Generano il codice 06.13.01* i concentrati scaduti o fuori specifica, i fondi delle vasche quando il bagno viene sostituito, i residui solidi raccolti dai filtri e le confezioni con prodotto ancora presente. Il materiale contiene metalli in forma solubile e va tenuto separato dai fanghi e dalle acque di lavaggio, che ricadono su altre voci.

La frequenza è bassa ma le quantità per singolo conferimento possono essere rilevanti, quindi conviene registrare ogni partita con peso e destinazione, cosa che un software per rentri rende meno macchinosa.

Azienda agricola e magazzino di prodotti fitosanitari

Le aziende agricole, le cooperative e i rivenditori di mezzi tecnici gestiscono fitosanitari a base di rame, zolfo e altri composti inorganici: poltiglia bordolese, ossicloruri e idrossidi di rame, fosfuri per la difesa delle derrate.

Il rifiuto nasce quando un prodotto scade, perde l'autorizzazione all'impiego, si deteriora per umidità o resta in giacenza dopo la chiusura di una linea. Anche le confezioni danneggiate con contenuto residuo rientrano nella voce, se il preparato è inorganico.

L'errore più comune è mescolare formulati organici e inorganici nello stesso contenitore di scarto: il codice cambia e con esso il trattamento. Tenere gli scarti divisi per tipologia semplifica la gestione rifiuti con rentri per chi vi è iscritto.

Impresa di disinfestazione e trattamento antitarlo

Le imprese che eseguono trattamenti antitarlo, antimuffa e controllo di alghe e roditori impiegano anche biocidi inorganici: sali di boro per il legno in opera, formulati a base di zinco e rame, fumiganti come il fosfuro di alluminio, solfato di rame per vasche e fontane.

Il rifiuto con codice 06.13.01* si forma nel magazzino più che in cantiere: partite non utilizzate entro la scadenza, prodotti ritirati dal mercato, campioni e residui di miscelazione rimasti nei fusti.

Trattandosi di piccole quantità distribuite nel tempo, il rischio è perdere traccia dei quantitativi in deposito. Un gestionale rentri con anagrafica per codice EER aiuta a chiudere i registri senza ricostruzioni a posteriori.

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