Cosa rientra nel codice EER 06.13.02*, perché il carbone attivo esaurito è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono, dal trattamento delle acque alle emissioni. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
carbone attivo esaurito (tranne 06 07 02)
Il codice EER 06.13.02* identifica il carbone attivo esaurito, escluso quello proveniente dalla produzione di cloro che ha una voce dedicata, la 06.07.02*. Il carbone attivo trattiene per adsorbimento sostanze organiche e inorganiche e, una volta saturo, diventa rifiuto.
In pratica vi rientrano i carboni esausti dei filtri per acque, dei sistemi di abbattimento dei composti organici volatili, dei depuratori d’aria e dei trattamenti di falda. La pericolosità deriva dalle sostanze adsorbite, che il carbone concentra. Un carbone saturo di solventi o di pesticidi può riscaldarsi spontaneamente se resta esposto all’aria, per cui si carica in contenitori chiusi e si porta via subito.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.13, dedicato ai rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti, nel capitolo 06. Il carbone attivo non contaminato da sostanze pericolose può essere classificato altrove, secondo l’origine e l’analisi.
L’asterisco segnala la pericolosità: i carboni esausti vanno raccolti in contenitori chiusi, protetti da fonti di innesco quando adsorbono solventi, e conferiti a impianti autorizzati alla rigenerazione o alla termodistruzione. Per un impianto di trattamento acque, un’industria con abbattimento di composti organici o una filiera dell’acqua, un software per RENTRI che registri i carboni esausti in uscita, con peso e destinatario, aiuta a collegarli alla sostituzione.
Gli impianti che depurano acque contaminate usano letti di carbone attivo per rimuovere solventi, idrocarburi e microinquinanti. A saturazione, il carbone viene sostituito e gestito come rifiuto pericoloso.
I carboni esausti vengono rimossi con procedure che limitano la dispersione, caricati in contenitori idonei e inviati a impianti autorizzati; spesso sono rigenerati termicamente.
Con un gestionale RENTRI l’impianto di trattamento di acque di falda registra ogni sostituzione dei letti di carbone con peso e data, e conserva le analisi che ne stabiliscono la classificazione.
Verniciature, stampa e lavorazioni con solventi usano filtri a carbone attivo per ridurre le emissioni. I carboni esausti trattengono solventi e rientrano in questa voce.
La sostituzione avviene secondo il programma di manutenzione e il carbone è inviato a rigenerazione o termodistruzione; la presenza di solventi richiede cautele sul rischio incendio.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria con abbattimento di composti organici di collegare i filtri sostituiti alle linee di verniciatura, e di seguire la rigenerazione o la termodistruzione.
Alcune filiere usano il carbone attivo per rimuovere sostanze indesiderate dall’acqua. Quando il carbone esaurito risulta contaminato da sostanze pericolose, va classificato con questa voce.
L’analisi sul materiale esausto stabilisce la classificazione e la destinazione, e quindi se sia rigenerabile o da smaltire. Per i carboni da potabilizzazione l’esito delle analisi può portare a una classificazione diversa, per questo ogni lotto va verificato.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di potabilizzazione o di acquacoltura a registrare i carboni esausti, con l’analisi che indica se sono rigenerabili e il destinatario scelto.