06.13.02* · 2026-09-28 · 14:42:57
Il codice EER 06.13.02* copre il carbone attivo esaurito nei processi chimici inorganici, escluso quello della produzione del cloro. Vediamo cosa contiene, chi lo produce e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.
carbone attivo esaurito (tranne 06 07 02)
Il codice 06.13.02* identifica il carbone attivo che ha esaurito la propria capacità di adsorbimento all'interno di processi chimici inorganici. Il carbone attivo viene impiegato in colonne, filtri e letti per trattenere impurezze, vapori, metalli e tracce organiche presenti in correnti liquide o gassose. Quando i siti attivi sono saturi il materiale smette di lavorare e diventa un rifiuto.
La descrizione ufficiale esclude in modo esplicito il 06 07 02, cioè il carbone attivo che deriva dalla produzione del cloro. Quel flusso ha una voce dedicata nel sottogruppo degli alogeni e resta fuori da questo codice. Il 06.13.02* raccoglie quindi il carbone esaurito di tutti gli altri processi del capitolo 06 che non trovano una voce più specifica. Per questo sta nel sottogruppo 06 13, i rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti.
L'asterisco indica che la voce è pericolosa. Nel sottogruppo non esiste una voce speculare non pericolosa, quindi il carbone attivo esaurito da questi processi prende questo codice senza passare da una valutazione di specchio. La pericolosità dipende da ciò che il carbone ha trattenuto: il materiale concentra le sostanze adsorbite e può rilasciarle in modo poco prevedibile. Per chi lo produce questo significa deposito separato, caratterizzazione documentata e una gestione rifiuti con RENTRI che tenga traccia di ogni lotto dalla produzione al conferimento.
Gli stabilimenti che producono acido solforico, acido fosforico, solfati o cloruri usano carbone attivo per decolorare soluzioni, togliere tracce organiche e purificare le correnti prima della cristallizzazione. Le colonne lavorano a cicli e quando il carbone raggiunge la saturazione viene scaricato e sostituito.
Il materiale esaurito rientra nel 06.13.02* perché nasce da un processo chimico inorganico che non ha una voce propria nei sottogruppi 06 01, 06 03 o 06 05. Il carbone porta con sé residui acidi, sali metallici e impurezze organiche concentrate. In pratica lo si stocca in big bag o fusti dedicati, si annota la provenienza per lotto e lo si carica nel gestionale RENTRI con il codice corretto, senza mescolarlo ad altri residui del reparto.
Chi produce biossido di titanio, ossidi di ferro, pigmenti a base di cromo o zinco utilizza carbone attivo in due punti: la purificazione delle soluzioni di processo e l'abbattimento dei vapori nelle sezioni di calcinazione ed essiccazione. Nel primo caso il carbone trattiene metalli e sostanze coloranti indesiderate, nel secondo adsorbe composti volatili e tracce acide.
In entrambi i casi il letto esaurito prende il codice 06.13.02*. Il carbone contiene metalli pesanti e composti che lo rendono pericoloso, e i lotti vanno tenuti distinti dai fanghi e dai residui di filtrazione. Un software per RENTRI aiuta a legare ogni scarico al registro e ai formulari, riducendo il rischio di attribuire il codice sbagliato a flussi che escono dallo stesso reparto.
Molti impianti del comparto inorganico hanno un trattamento interno delle acque di processo prima dello scarico o del ricircolo. Le sezioni finali usano filtri a carbone attivo per abbattere residui organici, cloro libero, metalli in traccia e odori. La sostituzione del letto avviene a intervalli programmati o quando le analisi in uscita segnalano che il fronte di adsorbimento è arrivato a fine corsa.
Quando il carbone lavora su acque generate da un processo chimico inorganico interno allo stabilimento, il codice da valutare per primo è il 06.13.02*, tenendo conto della distinzione con le voci del capitolo 19 che riguardano gli impianti di trattamento come attività a sé. Il produttore conserva i dati di caratterizzazione e registra movimentazioni e conferimenti; la gestione rifiuti con RENTRI rende più semplice ricostruire la storia di ogni lotto.