EER 06.13.04*: rifiuti lavorazione amianto e RENTRI

06.13.04* · 2026-09-28 · 14:45:50

Codice EER 06.13.04*

rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell'amianto e gestione con RENTRI

Il codice EER 06.13.04* copre i rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell'amianto, voce pericolosa del capitolo 06. Cosa comprende, chi lo produce e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI senza errori sul codice.

Descrizione ufficiale

rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell'amianto

Inquadramento

Il codice 06.13.04* identifica i rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell'amianto e rientra nel capitolo 06, dedicato ai rifiuti dei processi chimici inorganici. Il sottogruppo 06.13 raccoglie i rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti, cioè le voci che non trovano posto nei sottogruppi dedicati ad acidi, basi, sali, metalli o composti dello zolfo.

La collocazione dice già molto. Non si tratta dei materiali da costruzione contenenti amianto rimossi in cantiere, che seguono il capitolo 17, né degli scarti di estrazione mineraria, che ricadono nel capitolo 01. Qui il rifiuto nasce da una lavorazione della fibra o del minerale in ambito chimico inorganico: polveri captate, sfridi, fanghi di filtrazione, residui di trattamento, scarti delle fasi di macinazione, separazione o trasformazione.

L'asterisco segnala la pericolosità. Le voci dell'elenco europeo riferite all'amianto sono pericolose in assoluto, quindi non serve una caratterizzazione analitica per verificare soglie di concentrazione. Il rifiuto viene gestito come pericoloso lungo tutta la filiera, con imballaggi chiusi ed etichettati e conferimento a impianti autorizzati a riceverlo.

Sul piano documentale, per i soggetti tenuti al RENTRI la tracciabilità passa dal registro cronologico e dal formulario in formato digitale. Un software per RENTRI aiuta a tenere allineati codice, stato fisico e caratteristiche di pericolo, riducendo gli errori di trascrizione su una voce che non ammette approssimazioni.

Impianto di inertizzazione dell'amianto

Gli impianti che trattano l'amianto con processi termici o chimici, per trasformare la struttura fibrosa del crisotilo in silicati non pericolosi, sono il produttore più tipico del codice 06.13.04*. Il processo di trasformazione è a tutti gli effetti una lavorazione chimica inorganica della fibra.

Il rifiuto compare in più punti della linea: polveri raccolte dai sistemi di filtrazione dell'aria di processo, residui di partite trattate in modo incompleto, fanghi di lavaggio delle apparecchiature, scarti di scarico dei reattori. Tutto ciò che contiene ancora fibre libere resta pericoloso e va classificato con questo codice.

Con un gestionale RENTRI l'impianto registra le singole partite, distingue il rifiuto trattato da quello in ingresso e mantiene il collegamento con i formulari di conferimento a discarica autorizzata.

Stabilimento chimico che lavora minerali serpentinitici

Le aziende chimiche che partono da rocce serpentinitiche per ottenere composti di magnesio, silice o altri prodotti inorganici possono incontrare fibre di amianto come componente naturale della materia prima. Le fasi di frantumazione, macinazione e separazione concentrano la frazione fibrosa negli scarti.

Il codice 06.13.04* si applica a questi residui: fini di macinazione, cake dei filtri, polveri di captazione, materiale di spurgo delle vasche. La collocazione nel capitolo 06 è coerente perché il rifiuto si genera dentro un processo chimico inorganico, non in cava.

Per lo stabilimento la gestione rifiuti con RENTRI richiede una codifica stabile e coerente da un carico all'altro, con lo stato fisico e le caratteristiche di pericolo indicate sempre nello stesso modo. Un software per RENTRI con anagrafiche del rifiuto precompilate riduce le difformità tra registro e formulario.

Laboratorio di analisi e ricerca sui materiali amiantiferi

I laboratori che eseguono prove su campioni di amianto, sviluppano metodi di inertizzazione o studiano la reattività della fibra svolgono lavorazioni su piccola scala che producono comunque rifiuto pericoloso. Macinazione dei campioni, digestioni acide, trattamenti termici di prova e preparazione dei vetrini lasciano residui contenenti fibre.

Quando il residuo deriva da un processo di trasformazione chimica del materiale, il codice 06.13.04* è la voce più aderente. Campioni non trattati o materiali da costruzione ricevuti per analisi seguono invece altri codici, quindi la separazione tra i flussi va tenuta in laboratorio, non a posteriori.

Le quantità sono modeste ma i movimenti frequenti, con contenitori piccoli e sigillati. Un gestionale RENTRI consente al laboratorio di annotare ogni carico, compilare i formulari e tenere sotto controllo i tempi di deposito.

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