Cosa rientra nel codice EER 06.13.04*, perché i rifiuti della lavorazione dell’amianto sono pericolosi e quali attività li producono, dagli stabilimenti alle bonifiche. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell’amianto
Il codice EER 06.13.04* identifica i rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell’amianto. Sono gli scarti degli stabilimenti che, quando l’uso era consentito, lavoravano la fibra per produrre manufatti, guarnizioni, tessuti e materiali di attrito.
In pratica vi rientrano gli scarti di lavorazione, le polveri raccolte dagli impianti, i materiali di pulizia contaminati da fibre e i residui dello smantellamento di linee che trattavano amianto. La pericolosità è legata alla possibile dispersione di fibre respirabili. Le fibre di amianto sono invisibili a occhio nudo e restano sospese nell’aria per ore, per cui la pulizia degli impianti si fa in depressione e con filtri assoluti.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.13, dedicato ai rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti, nel capitolo 06. Non va confusa con i materiali da costruzione contenenti amianto, che hanno voci dedicate nel capitolo 17. Le norme prevedono per l’amianto formazione specifica degli addetti, sorveglianza sanitaria e, nei cantieri di bonifica, il coinvolgimento degli organi di vigilanza.
L’asterisco segnala la pericolosità: la gestione dell’amianto segue regole stringenti di imballaggio, etichettatura e conferimento a impianti autorizzati. Per un’impresa di bonifica o per il proprietario di uno stabilimento dismesso, un gestionale RENTRI che registri i colli di amianto consegnati, con peso e destinatario, aiuta a collegarli al piano di lavoro approvato.
Gli stabilimenti che lavoravano la fibra di amianto, ormai chiusi, lasciano scarti, polveri e impianti contaminati. Nelle fasi di smantellamento e di messa in sicurezza si producono rifiuti che rientrano in questa voce.
Le operazioni si svolgono con un piano di lavoro approvato; i materiali vengono confinati, imballati in sacchi e contenitori idonei, etichettati e conferiti a impianti autorizzati.
Con un software per RENTRI il proprietario dello stabilimento dismesso registra ogni carico di colli sigillati con data, peso e discarica, e archivia il piano di lavoro approvato.
Un’impresa specializzata in bonifica interviene su impianti, capannoni e linee di produzione contaminate da residui di lavorazione. Il materiale rimosso è un rifiuto pericoloso da gestire con procedure rigorose.
Il cantiere è confinato, si lavora in depressione con dispositivi di protezione adeguati e il materiale viene imballato subito, senza frantumazione, per evitare il rilascio di fibre.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa di bonifica di tenere ordinati i ritiri per cantiere, con il confezionamento eseguito, l’etichettatura e il destinatario di ogni carico.
Le discariche e gli impianti autorizzati per l’amianto ricevono questi rifiuti in colli sigillati, con la documentazione che ne attesta origine, composizione e imballaggio.
Ogni carico viene verificato in accettazione e collocato nelle aree di deposito dedicate, con la registrazione delle quantità e dei trasportatori. Le registrazioni consentono di ricostruire in qualsiasi momento il percorso del rifiuto dal luogo di produzione al sito di smaltimento.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di smaltimento a registrare ogni carico con il produttore e il documento di accompagnamento, e a collocarlo nelle aree di deposito previste.