06.03.16 · 2026-09-28 · 14:15:34
Il codice EER 06.03.16 copre gli ossidi metallici non pericolosi della filiera dei sali e degli ossidi. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerne traccia in un gestionale RENTRI.
ossidi metallici, diversi da quelli di cui alla voce 06 03 15
Il codice EER 06.03.16 identifica gli ossidi metallici non pericolosi che escono dalla produzione, formulazione, fornitura e uso di sali, delle loro soluzioni e degli ossidi metallici. È la voce non pericolosa di una coppia a specchio: la 06 03 15* raccoglie gli ossidi metallici contenenti metalli pesanti, la 06.03.16 tutto il resto. La scelta tra le due non è automatica e dipende dalla composizione del materiale.
Il capitolo 06 riguarda i rifiuti dei processi chimici inorganici e il sottogruppo 06 03 isola la parte legata a sali e ossidi. In pratica qui finiscono ossido di ferro, ossido di zinco, ossido di alluminio, ossido di titanio e ossidi misti fuori specifica, lotti scaduti, residui di pulizia di reattori e mulini, polveri recuperate dai filtri, scarti di pigmenti inorganici a base di ossidi. Il materiale può essere in polvere, granuli, pani compatti o fango secco.
Trattandosi di voce a specchio, il produttore deve conoscere il rifiuto: scheda di sicurezza della materia prima, analisi sui metalli, storia del processo. Se i metalli pesanti sono assenti o sotto le soglie di pericolosità, il codice corretto è la 06.03.16. Sul piano operativo il codice accompagna il rifiuto nei registri e nei formulari; con il passaggio al RENTRI conviene che la caratterizzazione sia archiviata insieme alle movimentazioni, cosa che un software per RENTRI permette di fare per singolo codice e per singola unità locale.
Chi produce pigmenti a base di ossido di ferro, ossido di titanio o ossidi misti lavora con questo codice ogni settimana. Le fasi di calcinazione, macinazione e micronizzazione generano polveri raccolte dai filtri a maniche che non rientrano nelle specifiche di colore o granulometria. A queste si sommano i lotti fuori tonalità, i residui di svuotamento dei mulini e le code di produzione ai cambi di prodotto.
Quando le materie prime sono esenti da piombo, cromo, cadmio e altri metalli pesanti, il rifiuto è classificabile come 06.03.16. Il produttore conserva analisi e schede di sicurezza per giustificare la voce non pericolosa. In un gestionale RENTRI questi documenti si collegano al codice e alle movimentazioni verso il recupero o lo smaltimento, così il fascicolo resta completo in caso di controllo.
Le aziende che formulano smalti, fritte e coloranti per piastrelle, sanitari e stoviglie usano gli ossidi metallici come opacizzanti e cromofori: ossido di zinco, ossido di zirconio, ossido di titanio, ossido di stagno, ossido di alluminio. Dalla pesatura, dalla miscelazione e dalla pulizia dei silos escono sfridi di polvere, sacchi con residui non recuperabili e piccoli quantitativi di ossidi scaduti o contaminati da umidità.
Se la ricetta non contiene ossidi di metalli pesanti, questi scarti rientrano nel 06.03.16. Il rifiuto va tenuto separato dagli ossidi colorati a base di cobalto, cromo o piombo, che seguono la voce pericolosa. Un software per RENTRI aiuta a tenere distinti i due flussi, con quantitativi e destinazioni per ciascun codice.
Il sottogruppo 06 03 comprende anche la fornitura. Un distributore che stocca e riconfeziona ossidi metallici per l'industria genera questo rifiuto quando un sacco si rompe in magazzino, quando un lotto supera la scadenza commerciale o quando il cliente restituisce materiale non conforme che non può essere rivenduto. Anche le operazioni di travaso e pulizia delle aree di confezionamento producono polveri e residui di ossido.
La classificazione parte dalla scheda di sicurezza del prodotto: se l'ossido non contiene metalli pesanti, il codice è il 06.03.16. Per un distributore con più depositi la gestione rifiuti con RENTRI diventa un tema organizzativo, perché ogni unità locale deve tenere traccia dei propri movimenti e dei propri codici.