06.03.13* · 2026-09-28 · 14:11:25
Il codice EER 06.03.13* copre i sali e le loro soluzioni contenenti metalli pesanti, rifiuto pericoloso del capitolo 06. Vediamo cosa identifica, chi lo produce e come tenerne traccia con un software per RENTRI.
sali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti
Il codice EER 06.03.13* identifica i sali e le loro soluzioni contenenti metalli pesanti. Si tratta di residui solidi o liquidi in cui il sale inorganico, cloruro, solfato, nitrato o altro, porta con sé metalli come piombo, cadmio, cromo, nichel, mercurio, rame o zinco in concentrazioni tali da rendere il rifiuto pericoloso.
Il codice sta nel capitolo 06, dedicato ai rifiuti dei processi chimici inorganici, e nel sottogruppo 06.03, che raccoglie i rifiuti della produzione, formulazione, fornitura e uso di sali, loro soluzioni e ossidi metallici. La collocazione non è casuale: il rifiuto nasce da una lavorazione chimica inorganica, non da un trattamento superficiale dei metalli (capitolo 11) né da un processo termico (capitolo 10). Questa distinzione va verificata caso per caso, perché i capitoli vicini generano spesso errori di attribuzione.
L'asterisco indica la pericolosità. Nel sottogruppo il 06.03.13* si contrappone al 06.03.14, che copre sali e soluzioni diversi da quelli con metalli pesanti o cianuri. La scelta tra i due codici dipende dalla caratterizzazione analitica, non da una stima a occhio.
Per il produttore la pericolosità comporta una tracciabilità completa del rifiuto, dal deposito al conferimento. Con il passaggio al RENTRI, registro cronologico e formulari passano al digitale e un software per RENTRI aiuta a tenere allineati codice, quantità e movimentazioni senza ricopiature manuali.
Chi produce sali metallici, ad esempio solfato di rame, cloruro di nichel, cromati o sali di piombo per pigmenti e catalizzatori, genera il 06.03.13* in modo continuativo. Le acque madri di cristallizzazione, i fondi di reattore, i lotti fuori specifica e le soluzioni di lavaggio delle apparecchiature contengono il metallo in forma salina e finiscono tutti sotto questo codice.
Qui la caratterizzazione è di solito nota in partenza, perché la composizione del prodotto è documentata. Il punto critico è la gestione dei volumi: più linee, più cisterne, più partite in uscita. Un gestionale RENTRI che colleghi lotto, serbatoio e formulario riduce il rischio di scostamenti tra quantità dichiarate e quantità reali.
Il laboratorio usa soluzioni standard di metalli pesanti per le tarature, reattivi a base di sali di mercurio, cromo o cadmio e produce residui di digestione e titolazione. Le soluzioni esauste, gli standard scaduti e i reagenti solidi non più utilizzabili rientrano nel 06.03.13* quando il contenuto in metalli li rende pericolosi.
Le quantità sono piccole ma frammentate: decine di flaconi con composizioni diverse, raccolti in contenitori dedicati. La difficoltà sta nel non mescolare flussi incompatibili e nel registrare correttamente ogni conferimento. La gestione rifiuti con RENTRI impone date e quantità precise anche per pochi chilogrammi, e un registro digitale evita dimenticanze tra un ritiro e l'altro.
Chi fornisce sali e soluzioni a industria e laboratori non li produce, ma li movimenta, li ripartisce e li stocca. Resi dai clienti, confezioni danneggiate, fusti con residui non recuperabili, prodotti a scadenza superata e materiale assorbente impregnato dopo uno sversamento in magazzino diventano rifiuti a codice 06.03.13* se il contenuto ha metalli pesanti.
La voce fornitura del sottogruppo 06.03 copre proprio questo caso. Il distributore deve leggere la scheda di sicurezza del prodotto, dedurre la pericolosità e attribuire il codice corretto prima del conferimento. Un software per RENTRI con anagrafica dei rifiuti già codificata rende il passaggio ripetibile per ogni magazzino della rete.