Cosa rientra nel codice EER 01.05.07, perché i fanghi e i rifiuti di perforazione contenenti barite privi di oli e sostanze pericolose non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06
Il codice EER 01.05.07 identifica i fanghi e i rifiuti di perforazione che contengono barite, un minerale pesante usato come appesantente del fango, quando non contengono oli né altre sostanze pericolose. La barite serve a controllare la pressione nel foro durante la trivellazione.
In pratica vi rientrano i fanghi di perforazione appesantiti con barite esausti e i detriti che ne risultano, privi di contaminazione da oli o da altre sostanze pericolose. Sono materiali tipici delle perforazioni che richiedono il controllo della pressione di formazione. La barite è un solfato di bario molto denso, che alza il peso del fango per contrastare la pressione dei fluidi della formazione.
Va tenuta distinta dai fanghi contenenti oli (01.05.05*) e da quelli contenenti sostanze pericolose (01.05.06*), oltre che dai fanghi di pozzi per acque dolci (01.05.04).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, a condizione che la barite non sia accompagnata da oli o altre sostanze pericolose: è questa la differenza con le voci con asterisco. Il materiale va disidratato e gestito in modo idoneo, con attenzione alla densità. Per un’impresa di perforazione o un impianto di trattamento, un software per RENTRI che registri i fanghi baritici in uscita, con volume, densità e destinatario, aiuta a documentare l’assenza di oli e di sostanze pericolose.
Un’impresa che perfora formazioni in pressione impiega fanghi appesantiti con barite per controllare il foro. I fanghi esausti e i detriti che ne derivano, se privi di oli e sostanze pericolose, rientrano in questo codice.
La gestione prevede vasche, disidratazione e conferimento, con attenzione alla densità del materiale per la presenza di barite.
Con un gestionale RENTRI l’impresa registra le uscite dei fanghi appesantiti per foro e per periodo, con volume e destinatario, e conserva le analisi che escludono la presenza di oli.
Un cantiere di perforazione geotermica profonda può impiegare fanghi appesantiti con barite per gestire la pressione nelle formazioni calde. I fanghi e i detriti risultanti, privi di oli e sostanze pericolose, sono un rifiuto non pericoloso.
Il materiale va raccolto, disidratato e gestito tenendo conto della sua densità, distinto dai fanghi a base olio. Le analisi orientano la classificazione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al cantiere geotermico di collegare i fanghi esausti alle fasi di perforazione, e di distinguere nei registri quelli baritici da quelli a base olio.
Un impianto che tratta i fanghi di perforazione contenenti barite li gestisce separando la frazione solida e, quando possibile, recuperando la barite. Il fango baritico non pericoloso è la materia prima del trattamento.
La verifica dell’assenza di oli e sostanze pericolose in ingresso è essenziale per gestire il materiale come non pericoloso.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di trattamento dei fanghi baritici a registrare ogni carico con la verifica in ingresso, e a seguire la frazione solida venduta o conferita.