Cosa rientra nel codice EER 20.03.01, cosa sono i rifiuti urbani non differenziati e quali attività li producono, da famiglie a negozi e uffici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti urbani non differenziati
Il codice EER 20.03.01 identifica i rifiuti urbani non differenziati, cioè la frazione residua che resta dopo la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica, metalli, organico e altre frazioni. È il cosiddetto secco residuo o indifferenziato, composto da materiali non riciclabili o non separati.
In pratica vi rientrano i rifiuti raccolti con il servizio ordinario di porta a porta o con i cassonetti stradali: piccoli oggetti rotti, materiali sporchi, cocci di ceramica, pannolini, spazzatura varia, e tutto ciò che non ha una raccolta dedicata. Si destinano a termovalorizzazione o a discarica, dopo eventuale trattamento meccanico. La quota di rifiuto non differenziato varia molto da un comune all’altro, e dipende dalla qualità della raccolta differenziata.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 20.03, dedicato agli altri rifiuti urbani. Si distingue dalle frazioni differenziate del sottocapitolo 20.01. Ridurre la quota di indifferenziato è un obiettivo delle politiche europee e nazionali sui rifiuti.
Il codice non porta asterisco. Per i gestori del servizio di igiene urbana, un software per RENTRI che registri il secco residuo in uscita per impianto e per periodo aiuta a leggere nel tempo le rese della differenziata.
Il servizio ordinario raccoglie il secco residuo con frequenza settimanale, con mezzi compattatori e cassonetti o sacchi. Il secco residuo è composto da materiali non riciclabili e da frazioni che i cittadini non hanno differenziato.
I rifiuti si conferiscono a impianti di trattamento meccanico-biologico, a termovalorizzatori o a discarica. La destinazione dipende dall’impiantistica del territorio: dove c’è un termovalorizzatore, il rifiuto va in recupero energetico; altrove, a trattamento e discarica.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra le uscite di rifiuto indifferenziato per impianto, e osserva l’andamento della raccolta differenziata nel tempo.
Le attività economiche assimilate agli urbani conferiscono il secco al servizio pubblico o a gestori privati, con tariffe legate ai volumi. Le attività economiche assimilate conferiscono il secco in base ai regolamenti comunali e alle tariffe.
Una buona differenziazione alla fonte riduce la quota di residuo e i costi. Una buona differenziazione alla fonte riduce la quota di residuo e i costi di smaltimento, e rende più semplice organizzare la raccolta.
La gestione rifiuti con RENTRI semplifica la registrazione dei ritiri per le strutture ricettive e per i negozi che rientrano tra i soggetti obbligati.
Gli impianti ricevono il secco residuo e lo avviano a recupero di energia o a smaltimento finale. Il termovalorizzatore recupera energia dal rifiuto residuo, e il trattamento meccanico-biologico lo prepara per lo smaltimento in discarica. Ciascun impianto ha limiti autorizzativi sui rifiuti che può accettare.
Ogni carico si pesa e si registra all’ingresso, con controlli sulla provenienza. La pesatura all’ingresso e la registrazione della provenienza servono a controllare il rispetto dei bacini di conferimento.
Un software per RENTRI consente all’impianto di collegare ogni carico al gestore e al comune di provenienza.